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Opitrad al SEO&Love2019
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Opitrad al SEO&Love2019

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Per trasmettere informazioni e suscitare emozioni nel cliente occorre saper tradurre in modo efficace le qualità dei propri prodotti.

In un mondo globalizzato, la conoscenza delle lingue è necessaria per muoversi nel mondo del business e della digital strategy. Un’impresa che intende lanciare i suoi prodotti nei mercati internazionali deve poter contare su un buon livello di traduzione delle sue offerte ai potenziali clienti stranieri. Opitrad agisce in questa direzione: con 25 anni di esperienza e un bagaglio di oltre 50 lingue diverse, offre agli imprenditori traduzioni precise e fedeli dei loro siti web. Gli ambiti che l’azienda copre spaziano dal turismo al design, dall’accademico al digital. Flessibilità, fiducia, qualità, empatia: queste sono le parole chiave per il successo secondo Opitrad.

1. Le 3 keyword che definiscono il tuo lavoro

Sono molti gli elementi che identificano il nostro lavoro di traduttori e interpreti, ma sostanzialmente potrei citare questi tre in particolare: la flessibilità, la fiducia, che ha due sottotemi ossia la puntualità e la presenza costante di un referente, e naturalmente la qualità.

La flessibilità, riferita al nostro ambito, è la capacità di reagire a qualsiasi richiesta di traduzione o interpretariato in tempo reale, la capacità di adattamento a qualsiasi circostanza e a qualsiasi contenuto, facendo leva sulle conoscenze pregresse e sulla capacità di reperire le innumerevoli risorse messe a disposizione dal web.

Ciò implica un legame molto stretto tra traduttori e mondo digitale, dove il secondo è diventato essenziale per la professione.
Quello che ci viene richiesto quotidianamente è di saper ricercare rapidamente sul web quello che ci serve da fonti e risorse a volte poco conosciute e visibili, saper poi confrontare la nostra traduzione con i contesti reali che internet ci offre per verificare se certi termini, certe espressioni, certi modi di dire sono solo frutto di una nostra teorizzazione linguistica o se trovano riscontro nell’uso reale. A volte il contesto ci porta a modificare completamente l’uso di un termine o di una frase intera. Anche questa è flessibilità.

La fiducia è l’altro elemento essenziale che ci contraddistingue. Noi siamo un po’ come il medico di famiglia a cui ci si rivolge per risolvere un problema che ci sta a cuore. La percezione che il cliente ha di noi è essenziale per creare un rapporto a lungo termine.

Il cliente si muove nel terreno sconosciuto delle lingue straniere, a volte totalmente incomprensibili, se si pensa a quelle orientali o slave, e si deve quindi affidare a persone di cui si fida (e non è un gioco di parole!). Nell’atto di fiducia rientrano da un lato la puntualità, ossia la certezza che la consegna sarà sempre rispettata, cascasse il mondo, e dall’altro la presenza costante di un referente a cui rivolgersi e che ti risponde anche alle 23, mentre davanti alla televisione stai guardando Sanremo.

E infine la qualità: vorrei innanzitutto specificare che qualità nel nostro caso non vuol solo dire IS09000, il nostro lavoro non è valutabile con delle aride procedure regolate da normative, perché è un lavoro creativo, quasi introspettivo a volte, che riflette il carattere della persona coinvolta e la sua sensibilità, tutte cose difficilmente riconducibili alle procedure e molto vicine al mondo dell’intelligenza emotiva.

La scelta dei traduttori più qualificati ed esperti nel ruolo specifico, ma anche la valutazione dell’esperienza applicata in azienda e non solo in ambienti accademici sono gli elementi che ci garantiscono un’elevata qualità fin dal primo approccio.

E l’empatia che si crea con i traduttori permette di lavorare insieme trasmettendo nel testo tradotto la sensibilità del mondo o dei mondi in cui vivono e hanno vissuto le loro esperienze. A questo si aggiungono poi naturalmente anche le meticolose fasi di impostazione terminologica a monte e di revisione ed editing a valle con gli strumenti più disparati, ma ciò che conta veramente per la qualità è la capacità di transcreation da un modo di pensare ad un altro.

2. Quali saranno i trend del digital marketing?

Le agenzie di traduzione sembrano vivere un po’ a bordo campo delle strategie digital, ma in realtà svolgono un ruolo essenziale, anche se molti non lo hanno ancora ben focalizzato. Le aziende spendono molto nel configurare una brand e digital strategy, nel progettare e impostare il sito che meglio li rappresenti e illustri i prodotti che propongono, nel raccontare la propria storia e i propri contenuti con un attento storytelling curato nei minimi particolari. Questo nella loro lingua madre. Ma quando si arriva al momento di fare tutto ciò in lingua straniera, ecco che la traduzione viene percepita come un’attività di segreteria, al minor costo possibile, un semplice trasporre tutto lo studio già fatto sui vari materiali in altra lingua, come se fosse un semplice automatismo. Perché secondo molti basta buttare tutto in un traduttore automatico come Google o Deepl e dare una rilettura. Questo potrebbe essere in parte vero per un catalogo con una lunga lista di prodotti, tutti più o meno uguali, elencati senza descrizioni più complesse.

Ma se si vuole davvero avere una traduzione che segua la digital strategy dell’azienda, bisogna collaborare in partnership, come facciamo con molti nostri clienti, confrontandosi sui vari aspetti della strategia e verificando se quel tipo di storytelling, ad esempio, trova riscontro nell’ambito emozionale della cultura del paese di arrivo. È un dato di fatto che i cinesi vedono il mondo in modo molto diverso da un inglese e così gli scandinavi rispetto ai
popoli latini. Ecco perché anche la traduzione dovrebbe rientrare pienamente all’interno della digital strategy: un supporto essenziale per l’internazionalizzazione delle imprese, se fatto seguendo le logiche di SEO e dintorni e di un social marketing impostato in base alle culture a cui ci si rivolge.

3. Quali sono i tuoi progetti futuri?

In questo momento come agenzia di traduzione dobbiamo affrontare le tematiche complesse della machine translation, dall’utilizzo sempre più diffuso dei CAT Tools, strumenti di supporto alla traduzione, tramite i quali si creano delle memorie di traduzione da riutilizzare nello stesso ambito o per lo stesso cliente, garantendo così coerenza lessicale e di stile, all’Intelligenza Artificiale applicata alla traduzione, un mondo in piena esplorazione. Trent’anni fa muoveva i primi passi la linguistica matematica e computazionale, materia in cui mi sono laureata e all’epoca una vera attività pionieristica, gestita e portata avanti a partire dal 1948 da Padre Roberto Busa, il gesuita che assieme a Thomas J. Watson di IBM ci ha permesso di lavorare su word tutti i giorni. Eppure, le problematiche che già allora incontravamo nei centri di ricerca dell’Università Cattolica di Milano, dell’Università Normale di Pisa e della Pontificia Università Gregoriana di Roma, non sono ancora state risolte completamente.

Bisognerebbe addentrarsi nell’analisi delle difficoltà da parte dell’informatica di analizzare e interpretare sintatticamente la lingua, dove situazioni in cui distinguere ad esempio se “pesca” si riferisce al frutto o all’azione del pescare sono complesse da affrontare per una macchina. Ma i risultati dei traduttori automatici sono sotto gli occhi di tutti: sono strumenti utilissimi per accelerare i processi di traduzione, ma non saranno mai risolutivi e richiederanno sempre la presenza dell’essere umano, con modalità e competenze diverse però. Nei nostri progetti futuri abbiamo inserito la specializzazione per alcuni traduttori nelle attività di pre-editing e post-editing. Tali attività permettono rispettivamente di fornire alla macchina un testo di partenza che sia il più comprensibile possibile per i suoi standard e di revisionare ed editare con competenza e precisione da parte del traduttore umano il testo prodotto in altre lingue dal sistema di machine translation.

4. I tuoi prossimi progetti?

Al momento abbiamo diversi clienti per i quali stiamo lavorando in modo continuativo, interfacciandoci con i loro digital manager. Uno, in particolare ci sta molto a cuore, perché lo abbiamo visto nascere e nel corso del tempo evolvere in modo straordinario, puntando sempre di più l’attenzione sul mondo digital. Si tratta del progetto relativo ad un resort di lusso ad Andermatt, iniziato nel 2013, che ha toccato un po’ tutti gli aspetti, a partire dal sito, per arrivare al blog, alla SEO in italiano seguendo le strategie del digital manager svizzero tedesco. L’esperienza ci dice che questo connubio tra competenze tecniche del digital manager e del traduttore italiano, che conosce a sua volta un po’ le strategie del mondo digital, ha fatto sì che a volte alcuni adattamenti dell’italiano che hanno portato a buoni risultati siano stati poi ribaltati nuovamente sulla versione tedesca, modificando il file d’origine in base alla sua traduzione.

Questo ciclo di traduzione del testo originale verifica delle potenzialità SEO e ritorno sul testo originale per modificarlo in base alla traduzione: è un elemento nuovo per lo standard degli schemi traduttivi, che rispecchia questa esigenza delle agenzie di traduzione di porsi come partner del cliente e non come service, una strategia che dà ottimi risultati. Al momento la stiamo applicando anche in altri ambiti, come ad esempio un famoso e-commerce di abbigliamento da uomo, dove grazie all’utilizzo di una memoria di traduzione condivisa abbiamo aiutato il cliente a districarsi nell’enorme quantità di prodotti presenti nell’e-commerce, garantendo la coerenza lessicale.
Insomma, i progetti sono tanti e in vari ambiti, ma l’approccio sta ormai diventando simile per tutti, ossia integrare la digital strategy con una traduzione che riesca a rifletterla nelle culture di arrivo.

© Riproduzione riservata

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