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Turismo, l’Italia dei record non sfrutta la sua grande ricchezza
L’opinione di Marco Lomonaco

Turismo, l’Italia dei record non sfrutta la sua grande ricchezza

Secondo un sondaggio online realizzato da TravelSupermarket, l'Italia è al primo posto tra le ricerche di vacanze in ben 97 paesi del mondo.

Come rivelato da un sondaggio digitale diTravelSupermarket effettuato in 97 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Irlanda, Russia, Cina e la maggior parte dei paesi europei, la meta preferita al mondo per le vacanze sarebbe l’Italia. Solamente gli utenti britannici infatti hanno dimostrato chiaramente di preferire la Spagna all’Italia come meta di villeggiatura; mentre gli australiani sognano principalmente una vacanza alle Maldive a sorseggiare un drink su una candida spiaggia.

L’Italia e il turismo digitale

Il sito di viaggi TravelSupermarket ha realizzato il sondaggio multi-lingua che ha premiato l’Italia tramite lo strumento Google AdWords, in modo tale da riuscire a stabilire il volume di ricerca mensile medio in ognuno dei 97 paesi censiti per il termine “Vacanze in x”; dove x stava a oltre 870 destinazioni differenti. L’Italia ha ottenuto una media di ben 226.860 ricerche mensili, ha dichiarato Joey Tyson, Editor di TravelSupermarket, in quanto “destinazione iconica per l’arte, l’architettura, la gastronomia e la storia”.

Ha poi aggiunto che: “Non sorprende vedere viaggiatori provenienti da lontano, come dall’Argentina, dalla Nuova Zelanda e dal Canada, in cerca di una vacanza in Italia. Le città più famose e cercate per una vacanza sono Roma, Venezia e Firenze – spiega Tyson a TheLocal – mentre la Sicilia, in parte la Sardegna, la Costiera Amalfitana e le Cinque Terre sono l’ideale per una fuga di qualche giorno al mare”. Come vedremo però, è proprio quel “qualche giorno” a stonare in una situazione che altrimenti sarebbe più che perfetta per il nostro paese.

I numeri corrispondono alla realtà

Nonostante molte persone vaghino sul web in cerca di vacanze solamente per sognare ad occhi aperti ed evadere dalla quotidianità, i numeri delle entrate per turismo nel paese registrate alla fine del 2018, sembrano corrispondere grossomodo a quanti si informano mensilmente per fare le vacanze nel nostro paese. Il mercato del turismo in Italia è infatti in piena espansione, in quanto gli ultimi dati mostrano una crescita importante progressiva del turismo in Italia di anno in anno. Nel 2017 ad esempio – l’anno dei record – sono stati registrati oltre 420 milioni di visitatori, con un aumento in percentuale notevole rispetto all’anno precedente. Numeri da capogiro: apparentemente.

Turismo: non sempre una buona notizia

Non tutti infatti in Italia sono contenti di questa crescente ondata di turismo nel Bel Paese. Se per molti infatti i turisti sono “un occasione per far soldi”, per altrettanti altri sono – incredibile ma vero – una piaga da debellare. Il movimento anti-turista sta infatti crescendo in alcuni dei più celebri luoghi d’Italia, come Venezia e le Cinque Terre, dove i locali hanno protestato contro il sovraffollamento delle loro città e contro la mancanza di rispetto degli stessi turisti, con un conseguente impatto sulla vivibilità del territorio.

Il fenomeno dell’”overtourism” nelle iconiche destinazioni italiane infatti ha portato all’introduzione di misure cautelative che in qualche modo possono scoraggiare il turista, soprattutto se straniero, come accaduto a Venezia: dove per entrare bisogna pagare un biglietto.

Una ricchezza non sfruttata

Il turismo, soprattutto in queste quantità e con queste affluenze, dovrebbe quindi poter dare una spinta decisiva all’Italia nell’uscire definitivamente da una crisi economica della quale ancora percepiamo gli strascichi. I nuovi dati Istat parlano di disoccupazione al 10,7% (in lieve crescita) e di disoccupazione giovanile al 32,8% al febbraio 2019 e, la domanda sorge spontanea: come può essere che una fetta di Pil italiano così ampia non riesca a generare la ricchezza e il benessere sperati? La risposta potrebbe essere più semplice del previsto: in molte zone d’Italia il turismo è sì un tesoro, ma mal amministrato.

Pur essendo che il turismo in Italia è in continua crescita, il problema fondamentale risulterebbe essere ancora quello che i turisti stranieri, in Italia, soggiornino per meno tempo e spendano meno che altrove. In Spagna e Francia infatti – i principali competitor europei dell’Italia in questo settore – i turisti restano più giorni; in Spagna ad esempio, la media della permanenza per le vacanze si aggira intorno ai 5 giorni, dove l’Italia invece fa fatica a mantenere gli stranieri sul proprio territorio per più di 4 giorni in media. Riuscire ad implementare anche al sud Italia (sopratutto nelle zone inutilizzate), come già sono presenti sulla Riviera romagnola e in Salento, nuove strutture per quella “middle class” che vuole venire a passare le vacanze in Italia non solo darebbe lavoro a tanti giovani che si sono formati per lavorare in quel settore, ma darebbe anche una sferzata alla permanenza degli stranieri nel paese. In Italia spesso infatti, ad esempio, si trovano strutture per famiglie con rapporto qualità prezzo non esattamente conveniente, facendo sì che i turisti stranieri non possano permettersi – o non abbiano voglia – di trattenersi più di qualche giorno.

Su cosa investire?

Per migliorare l’ecosistema del turismo, soprattutto in alcune zone del sud Italia (cercando di migliorare il modello salentino) farebbe si che anche famiglie dal reddito medio-basso si possano permettere di partire da un paese lontano e approdare in delle strutture consone alle loro possibilità, senza rinunciare a una settimana di vacanza nel paese più bello del mondo. D’altro canto, il Governo spagnolo da ormai 10 anni sta investendo sul turismo straniero, cercando di aumentare con continui ammodernamenti il periodo di permanenza dei vacanzieri sul loro territorio. Se anche il turismo in Italia, alla luce dei dati comparsi sul web e dell’affluenza in crescita, diventasse una priorità nazionale come in Spagna e in Francia, allora forse andremo a risolvere qualche problema legato alla disoccupazione – creando tanto lavoro nel settore principe della nostra economia insieme a cibo, architettura e arte. Un altro fattore importante per poter capitalizzare l’affluenza turistica in Italia, sarebbe riuscire a espandere le zone di frequentate dai turisti, cercando di creare zone di approdo confortevoli in luoghi splendidi ma poco frequentati della nostra penisola: come vaste aree della Calabria ad esempio dove, la mancanza pressoché totale di infrastrutture, fa si che solo i turisti più avventurosi e ben disposti possano villeggiarci.

Ancora una volta dunque ci confermiamo la metà più desiderata nel mondo dove venire a bere un buon bicchiere di vino, accompagnandolo a una buona cena e a un panorama mozzafiato; ciononostante qualcosa deve cambiare per poter sfruttare appieno la nostra più grande ricchezza – che i dati ancora una volta ci confermano – il nostro territorio. Non per niente nel mondo, siamo il Bel Paese.


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Marco Lomonaco
Classe '95, nato a Milano, vive a Rho. Laureato in filosofia alla Statale, poi masterizzato al Sole 24 Ore. E' vice responsabile di redazione a IlGiornaleOFF, spin-off culturale del weekend e webzine del quotidiano Il Giornale. Scrive per Il Giornale, per il settimanale OGGI e per Notizie.it. Ha lavorato a Radio24 nel team de La Zanzara di Cruciani e Parenzo.