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Manuel Bortuzzo a Domenica In: “Bellissimo l’affetto che ho ricevuto”
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Manuel Bortuzzo a Domenica In: “Bellissimo l’affetto che ho ricevuto”

Manuel Bortuzzo
Manuel Bortuzzo

"Ero convinto di esser rimasto in piedi, poi ho rivisto il video. Sono caduto subito come un pero". Così il campione di nuoto si confida alla Venier

Manuel Bortuzzo, classe 1999, è nato a Trieste ma cresciuto a Treviso. La stella del mezzofondo che ha sempre sognato di arrivare alle Olimpiadi. Manuel, il nuotatore rimasto ferito durante una sparatoria a Roma per un presunto scambio di persona, si definiva: “Una promessina che diventerà una promessa”. Dopo una stagione andata male a causa della mononucleosi che lo aveva colpito e debilitato, il ragazzo aveva scelto il Centro Federale di Ostia perché considerato “il posto migliore per sfondarmi di km e km di mezzo fondo fino ad arrivare ai 1500”. Ospite a Domenica In, il campione – in acqua e nella vita – ha raccontato a Mara Venier le sue emozioni e confidato ciò che ricorda degli attimi successivi agli spari che lo hanno colpito.

Manuel Bortuzzo a Domenica In

Domenica 19 maggio 2019, il ragazzo ferito a Roma il 3 febbraio scorso è ospite nel salotto di Mara Venier insieme al papà Franco per raccontare la sua storia e il percorso di recupero e riabilitazione che sta affrontando.

Un ragazzo semplice, di sani principi, educato e di profondo rispetto. Manuel non ha mai perso la passione, la sua grinta, la tanta determinazione, la voglia di fare e, soprattutto, l’amore per la vita. Il dono più unico che esista.

Non lo ha mai tenuto nascosto: il suo sogno è poter partecipare alle prossime Paralimpiadi di nuoto a Tokyo. “Bellissimo tutto l’affetto che mi è arrivato dall’Italia”, ha ringraziato con dolcezza. “Ero convinto di esser rimasto in piedi toccandomi le gambe, poi ho rivisto il video. Sono caduto immediatamente come un pero”, spiega alla Venier​.

In merito a quella drammatica serata, ha commentato: “Io ero felice, stavo facendo la mia vita. Mi sono trovato lì per caso”. E aggiunge: “Il problema non è lo scambio di persona, il problema è alla base, il gesto che hanno fatto. Non so con chi sono stato scambiato, non ho alcuna certezza di quella serata”.

Ricordando quella tremenda serata il giovane ripercorre l’istante immediatamente successivo allo sparo. Le prime parole pronunciate dopo essere stato colpito dai proiettili sono state rivolte alla fidanzata Marina: “Doveva saperlo, le ho detto “ti amo”“. E confida: “Credevo di averlo detto una volta sola, lei dice che invece l’ho ripetuto più volte”.

Quindi, ha dimostrato la sua immensa forza di volontà: “Il sogno più grande è quello di tornare a camminare, ci sto lavorando e non mollo. So solo io quello che sento e quello che provo. Se me la sento dentro posso raggiungerla. Ci vorrà il tempo che ci vuole”. Sui due ragazzi colpevoli della sparatoria ha detto con fermezza: “Non ricordo i loro nomi e nemmeno mi interessano. Non ho ricevuto scuse ma non le voglio, non mi cambiano nulla“.

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Asia Angaroni
Asia Angaroni 1477 Articoli
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.