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Il mercato della marijuana legale ha creato nuovi posti di lavoro

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Tra i vari cambiamenti ed evoluzioni legati allo sviluppo della cannabis legale in Italia e nel mondo, c’è anche il fattore “posti di lavoro” da tenere in considerazione. Nei primi mesi del 2019, infatti, solo in America si parla di oltre 211.000 posti di lavoro in più e tutti a tempo pieno. Secondo lo studio di Lealfly, portale che si occupa a tutto tondo di cannabis legale, in USA la forza lavoro è aumentata nel 2017 del 21%, nel 2018 del 44% e se ne prevede un altrettanto accrescimento sul finire di questo 2019. Anche l’Italia non è rimasta ferma a guardare negli ultimi anni: le industrie e i negozi che si occupano di cannabis legale come Legaldelivery, sono aumentati davvero in modo considerevole, accrescendo anche la quantità di posti di lavoro nel nostro Paese.

Marijuana legale e lavoro: uno sviluppo destinato a non finire

La cannabis legale ha prodotto diversi cambiamenti sia nel modo di pensare che nell’economia di un Paese. Diversi studi e report, infatti, hanno dimostrato come la forza lavoro sia aumentata in modo considerevole in America ma anche nel resto del mondo. Negli USA, infatti, l’industria della marijuana occupa approssimativamente lo stesso numero di lavoratori a tempo pieno che lavora nelle scuole, nelle biblioteche o in qualsiasi altro settore economico. Questi dati sono tutti ancora in costante ascesa, considerando anche il fatto che via via sempre più stati americani stanno cominciando a legalizzare l’uso e la vendita della cannabis legale. Non a caso, si stima che per i prossimi 5 anni, l’industria della marijuana light dovrebbe garantire oltre 320.000 posti di lavoro in più con una crescita pari al 21% annuale.

A quanto ammonta lo stipendio di chi lavora nel mondo della cannabis legale?

Nonostante la cannabis sia divenuta sempre più legalizzata in giro per il mondo, per quanto concerne la sua commercializzazione se ne occupano ancora solo piccole medie imprese e non multinazionali. Si parla, quindi, di manciate di dipendenti a lavoro e non di grossi numeri in termini di gestione in questo frangente. Tuttavia, in rete sono tantissimi i portali colmi di annunci di imprese che cercano forza lavoro per quanto concerne il commercio di cannabis legale: in America lo stipendio offerto ammonta anche a 40.000 o 60.000 dollari l’anno per i direttori di negozio esperti e oltre i 110.000 dollari per i tecnici che sono in grado di fare anche i manager di settore.

E in Italia, nello specifico?

Per quanto riguarda il nostro Paese, ci sono dei segnali comunque evidenti di crescita, anche se la cannabis non è ancora legale a livello ricreativo. In linea di massima, in Italia la marijuana legale viene utilizzata per altri scopi: si parla di canapa alimentare, ad esempio, con aziende che si occupano di produrre beni alimentari. Ma c’è anche la cosmetica e la bioedilizia che la fanno da padrona. Sebbene il commercio della canapa industriale sia rimasto in sordina per diverso tempo, sono tante le aziende italiane che si stanno via via sviluppando in questo settore. Sono decine, infatti, le imprese che hanno cominciato a fatturare diversi milioni solo nel 2017, gestendo un numero di dipendenti che va anche oltre i 20.

Al contempo, sono presenti anche aziende un po’ più piccole che si appoggiano ad altre entità esterne per quanto concerne la gestione delle coltivazioni ed il packaging finale. Anche il numero di Growshop è considerevolmente aumentato negli ultimi anni in Italia: dal 2005 al 2018, infatti, si è passati da 100 ad oltre 460 negozi nel nostro Paese. E ciò significa nuovi posti di lavoro, nuovo giro dell’economia e soprattutto altrettante nuove possibilità di fare carriera nel mondo della canapa legale industriale.


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