Vladimir Luxuria rivela: “Sedotta e abbandonata”
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Vladimir Luxuria rivela: “Sedotta e abbandonata”

vladimir luxuria

E' il settimanale Chi a lanciare lo scoop, che poi rivela: "Non sarebbe finita bene".

L’ex parlamentare Vladimir Luxuria “sedotta e abbandonata”. A lanciare lo scoop il settimanale Chi, che poi rivela “era un tecnico Mediaset con cui avrebbe condiviso una relazione segreta”. Informatori aggiungono “Presto il perdono.” La vita pubblica di Luxuria è da sempre sotto i riflettori, massima la discrezione per quella privata: “Credeva di aver trovato il nuovo amore”.

Sedotta e abbandonata

Vladimir Luxuria “sedotta e abbandonata“. E’ il settimanale Chi a rivelare la storia d’amore tra l’ex parlamentare e un tecnico Mediaset con cui avrebbe condiviso una relazione segreta. Luxuria sarebbe stata infatti tradita dall’uomo con la quale intratteneva un focoso rapporto nascosto agli occhi pubblici, ma “Credeva di aver trovato il nuovo amore e invece è stata sedotta e abbandonata”. Nessuna seconda possibilità quindi per il tecnico, ma il settimanale riferisce “I soliti ben informati dicono però che presto cambierà idea e ritornerà tra le virili braccia del compagno. A quando il perdono?”

Luxuria, una vita pubblica

Nonostante qualche acciacco del cuore, la vita pubblica di Vladimir sembra invece procedere a gonfie vele.

Portavoce da anni della comunità LGBT, la donna è spesso protagonista di apparizioni televisive e impegni di spettacolo in veste di opinionista. Recentemente è apparsa nel salotto de “Live-Non è la D’Urso” dove ha parlato del caso Prati-gate, commentando dal suo punto di vista l’operato di Pamela Perricciolo, ex agente della soubrette assieme ad Eliana Michelazzo.

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Lavinia Nocelli
Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.