Lady Diana: il destino del vestito da sposa nel testamento
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Lady Diana: il destino del vestito da sposa nel testamento

lady diana abito

Disegnato da due stilisti scelti personalmente dalla principessa secondo i suoi gusti, appartiene ai figli secondo disposizioni testamentarie.

Lady Diana, la bellissima principessa prematuramente scomparsa. In quella che è una delle storie ancora più discusse ad oggi, le nozze dell’81 furono al centro di tutti i media e con esse il meraviglioso abito da sposa indossato dalla donna quel giorno. Disegnato da David ed Elizabeth Emanuel, ripercorriamo la storia di questo meraviglioso pezzo d’arte.

Un abito da favola

Tutti conoscono la tragica storia di Lady Di, così come la chiamano i media britannici, ma in pochi conoscono la storia dell’abito da sposa indossato dalla principessa per le sue nozze, che rappresenta sicuramente uno dei più famosi vestiti nella storia dei matrimoni reali. Le nozze tra il principe Carlo e Diana furono celebrate il 29 luglio del 1981, sotto l’attenzione mediatica di tutto il mondo. Indimenticabile l’arrivo di Diana alla Cattedrale di Saint Paul per divenire ufficialmente principessa. Un abito bianco, lucente, con uno strascico lunghissimo che ha abbagliato gli occhi di tutti i presenti ma che sembra essere scomparso… o no?

Le condizioni di Diana

Il destino del vestito nuziale fu scritto e deciso proprio da Diana, attraverso un testamento ufficiale: l’abito sarebbe dovuto andare ai suoi due figli, dunque William e Harry.

Le condizioni? Solo al compimento dei 30 anni i due principi avrebbero potuto custodire l’abito nuziale di Lady Di. Ma prima di allora chi fu a custodire il prezioso pezzo d’arte? Uno dei fratelli della principessa, Earl Spencer! Il vestito, ora passato ai due duchi, è davvero un capo unico nel suo genere: realizzato da una coppia di giovani stilisti, David ed Elizabeth Emanuel, è fatto di taffettà di pura seta, color avorio ed è impreziosito da antichi pizzi. Ma quello che impressionò più di tutto i sudditi in quella calda giornata di fine luglio, fu lo strascico di 7,62 metri che lo rese celebre in tutto il mondo. “Un abito destinato a passare alla storia, ma creato secondo il gusto di Diana e adeguatamente drammatico, al fine di fare una buona impressione”, furono le dichiarazioni dell’epoca degli stilisti, personalmente scelti dalla principessa.


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Lavinia Nocelli
Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.