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Lorenzo Riccardi in vacanza in Sardegna: la bufera su Instagram

Lorenzo, per placare gli animi del popolo sardo, è subito intervenuto scusandosi per le parole usate, che sarebbero - secondo lui, state fraintese.

Lorenzo Riccardi, uno degli ex tronisti più amati e apprezzati del web, è stato duramente attaccato e contestato per le sue parole sulla Sardegna. Il giovane, in vacanza nell’isola, si sarebbe lamentato della mancanza di alcuni servizi, cosa che avrebbe scatenato le ire di alcuni dei suoi seguaci. Immediate le scuse.

Lorenzo Riccardi e la bufera su Instagram

Dal carattere spumeggiante e dal sorriso sempre stampato in volto, Lorenzo Riccardi è uno degli ex tronisti che più si ricordano proprio per la sua simpatia, con migliaia di seguaci nel web. Il bel giovane si trova in vacanza in Sardegna per godersi le bellezze e il sole dell’isola, accompagnato dalla sua compagna Claudia Dionigi, con cui condivide spesso stories e foto che fanno divertire i fan su Instagram. Tra i tanti contenuti pubblicati, però, qualcosa sembra non essere andato giù ai fan del “cobra”: a seguito di alcune dichiarazioni fatte proprio da Lorenzo sulla mancanza di alcuni servizi – come parcheggi, la temperatura dell’acqua dichiarata troppo fredda, un’affermazione in particolare ha scatenato l’ira del popolo sardo.

Che vacanza di m****“, queste le parole usate al termine di una delle tante stories di “denuncia” di Lorenzo, che ha attirato su di sé le critiche non solo della popolazione locale, ma anche di coloro che frequentano abitualmente l’isola.

Una parola di troppo

Centinaia i messaggi ricevuti dal giovane a seguito delle dichiarazioni: tante soprattutto le critiche nei confronti del suo atteggiamento che sembravano non volersi placare, tanto che hanno portato l’ex tronista a dover intervenire per cercare di spegnere gli animi dei più. Con un altro video Lorenzo avrebbe chiarito le sue parole, affermando di amare la Sardegna e di aver solamente lamentato la mancanza di alcuni servizi che, normalmente, dovrebbero essere presenti. Sincere scuse da parte del “cobra”, che ha voluto sottolineare il tono abbastanza ironico con cui si era espresso per le “critiche”.


Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.


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Lavinia Nocelli

Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.

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