×
L’opinione di Michele Monina

Tommaso Paradiso lascia i Thegiornalisti, ma non si ritira (purtroppo)

Tommaso Paradiso lascia i Thegiornalisti ma decide di non ritirarsi dalle scene musicali ed è un vero peccato.

Thegiornalisti

Era già tutto previsto, cantava ormai una vita fa Riccardo Cocciante. Parlava di una storia d’amore ormai finita, e lo faceva alla sua maniera, con toni melodrammatici, la voce roca che ce lo ha fatto amare. Non ha la voce roca di Riccardo Cocciante. Anzi, potremmo dire che per essere uno che fa il cantante non ha proprio la voce, men che meno l’intonazione, ma Tommaso Paradiso ieri ha sostanzialmente detto qualcosa di simile nell’annunciare la fine dei Thegiornalisti, la sua band con la quale, una manciata di giorni fa, ha chiuso, dice il suo entourage gonfiando decisamente i numeri trionfalmente, al Circo Massimo.

L’amore ha i tempi di Instagram

Lo fa come usa adesso, in una storia di Instagram, anzi in più storie di Instagram, paragonando appunto la storia della band romana a una storia d’ amore, quindi destinata a finire, prima o poi.

Parte dicendo che a breve uscirà una sua nuova canzone, ma che non uscirà a nome del gruppo, ma solo a nome di Tommaso Paradiso. Ma lo fa dicendo anche altro. Dicendo, cioè, che questa decisione, sua, arriva dopo mesi difficili, per lui di silenzio, fatti di tensione. Dice di aver aspettato il concerto del Circo Massimo prima di dare l’annuncio, non lo dice esattamente così ma questo è il sunto, perché vedeva a quell’evento, dal titolo Love al Massimo, pensa che ironia della sorte, come a una festa, non come a un funerale. Dice che si aspetta le polemiche del caso, ma rivendica l’essere stato autore di ogni singola canzone, di ogni singola nota, di ogni singola parola, come a dire che gli altri due membri della band, in effetti costantemente in ombra, non possono o non potrebbero arrogarsi diritti a riguardo.

In maniera sbruffona, ma questa è la sua cifra, dice pure di non temere perché le sue canzoni, essendo appunto sue, resteranno nel suo repertorio e sarà lui a continuare a cantarle. Lo fa, ma qui forse l’ironia ce la legge solo chi sta scrivendo, citando i titoli del primo e dell’ ultimo brano della band, Io non esisto e Maradona Y Pelè, che però messi in quella storia piena di prosopopea fanno davvero sorridere, perché non è che si stia parlando di Yesterday o Let it be.

Insomma, nel giorno in cui, parafrasando Brizzi, Matteo Renzi esce dal gruppo, per altro citando il suo compare Jovanotti, anche Tommaso Paradiso imita John Frusciante abbandonando la nave.
A parte le ovvie risate, dovute al fatto che solo una manciata di giorni fa la notizia di tensioni e eventuali scioglimenti erano state fugate da dichiarazioni anche piccate da parte dell’entourage della band, oltre che dagli altri due membri, per una volta non nel cono dell’ ombra del frontman, resta la presa di coscienza che morto un papa se ne fa un altro, dovremo continuare a sorbirci lo stesso l’ autore di brani immortali come Io non esisto e Maradona Y Pelè. Del resto bastava guardare le foto condivise dall’ufficio stampa e dall’entourage della band, oltre che da buona parte di quelli presenti al Circo Massimo, per capire come i Thegiornalisti fossero solo e esclusivamente lui, Tommaso Paradiso.

thegiornalisti

Del resto, se qualcuno avesse anche solo voluto ipotizzare nella notizia qualcosa di positivo, ce li siamo finalmente tolti dalle palle, il fatto che la storia partisse col dire che sta per uscire una nuova canzone anestetizzava la gioia, lasciandoci sempre in questa valle di lacrime. Tommaso Paradiso dichiara morti i Thegiornalisti ma non si ritira, purtroppo. Solo che passano pochi minuti e uno degli altri due membri della band, Marco Rissa, nome dell’arte che al momento sembra alquanto azzeccato, decide di dire la propria e lo fa alla stessa maniera di Paradiso, usando le sue storie su IG. Chiaro, le differenze di followers potrebbero essere un problema, non fosse che un po’; tutti i media lo monitorano, come monitorano la pagina ufficiale della band, muta e senza neanche la possibilità di lasciare commenti. Ecco, Rissa prima ci tiene a farci sapere che lui e l’altro membro della band che non è Tommaso Paradiso continueranno la loro attività con quel nome, perché se uno va via non significa che debba necessariamente decretare la fine di una storia. Che è un po’ come dire che sei sposato, tua moglie ti lascia, ma non per questo devi vederti come un single, pare di aver capito.

Rissa parla di avidità, non chiamandola così, ma dicendo che Paradiso se n’è andato perché voleva fare più soldi da solo, il che, diciamocelo, fa guardare a quel Love al Massimo con un sorriso che in confronto The Joker aveva la bocca a culo di gallina. Rissa dice anche altro, nella prima storia dice che la faccenda dell’aver scritto tutte le canzoni fa ridere, perché, anche lì, non basta dirselo da soli perché sia vero. Come dire, col cazzo che puoi dire questo, la SIAE parla chiaro. In una seconda storia poi, e lo confesso star qui a raccontare un lancio di stracci reciproco avvenuto in questa modalità mi lascia quantomeno spiazzato, Rissa dice pure che gli è impossibile accedere alla pagina ufficiale della band, la band che stando a quanto ha detto continuerà a vivere grazie a lui e all’altro membro della band che non è Tommaso Paradiso, ma non riesce neanche a sbloccare la faccenda dei commenti, perché qualcuno si è fottuto le password, non specificando se sia Paradiso o qualcuno a lui vicino.

I Thegiornalisti non c’entrano nulla con i Lunapop

Tutto molto bello. La fine di una storia ai tempi di Instagram, roba che i Thegiornalisti, quelli di “ti lascio un vocale di dieci minuti”, avrebbero potuto cantare in una loro canzone, se solo esistessero ancora. Ora, a parte l’incredibile buonumore che una notizia del genere porta di default con sé, restano alcuni punti da chiarire. Immaginiamo Giovannini, il boss della Carosello, la casa discografica dei Thegiornalisti fino appunto a Love, a questo punto il loro ultimo album, o almeno il loro ultimo album con Tommaso Paradiso alla voce, se quanto dice Rissa risponderà al vero, festeggiare in maniera scomposta, visto che proprio pochi mesi fa i Thegiornalisti hanno annunciato il loro passaggio alla Universal. Ma la questione riguarda appunto il futuro del loro contratto alla Universal, si dice in giro oggetto di scontri feroci tra Tommaso Paradiso e gli altri due membri della band che non sono Tommaso Paradiso. Che ne sarà di quel sontuoso contratto firmato con la Island di Jacopo Pesce? In seno alla casa discografica francese resterà la band? Resterà Paradiso? Resteranno tutti?

Alcuni, impropriamente e incautamente, hanno tirato in ballo la questione Cremonini-Lunapop. Ora, non vorrei passare per uno che non abbia molta stima di Tommaso Paradiso e i suoi due ex soci, ma Cremonini direi che, con appena tre, quattro anni più di Paradiso, ha scritto canzoni un filo più importanti del nostro, e soprattutto non ha lasciato la sua band, quando invece di avere trentasei anni ne aveva diciannove, tirando merda sui suoi ex soci e non ha parlato di sé e delle proprie canzoni come se fosse l’incarnazione del figlio illegittimo tra John Lennon e Brian Wilson. Qui siamo in altra partita, anzi, proprio in un altro sport. E questo regolamento di conti che si intuisce è appena agli inizi, non credo farà bene a nessuno degli attori coinvolti, mentre regalerà a noi che osserviamo momenti di ilarità senza precedenti. Del resto, il fatto che la mattina dopo Love al Massimo, il concerto al Circo Massimo, Paradiso per prima cosa volesse togliersi dei sassolini verso chi aveva parlato di probabile flop, chi scrive nello specifico, invece che star lì a festeggiare è evidente sintomo di un disagio che covava da tempo. Forse figlio anche del fatto che, nonostante una costante presenza lì, nelle parti alte delle classifiche, gira come ti rigira non è certo quella dei Thegiornalisti la musica che ha dominato le classifiche negli ultimi mesi, condizione che la squadra per cui Paradiso tifa gli dovrebbe aver in qualche modo fatto passare per naturale.

thegiornalisti flop

Una band che intitola il primo album Love e che finisce a pesci in faccia è qualcosa che neanche Alan Moore si sarebbe potuto immaginare. A questo punto le voci che davano Paradiso sicuro al prossimo Festival di Sanremo, in solitaria, voci che sono partite già prima dell’annuncio di Amadeus come conduttore e direttore artistico, potrebbero non essere così fantasiose. Sono invece decisamente spassose quelle che stanno iniziando a girare sui social e che, in un impeto di megalomania da parte dei fan del suddetto, indicano nella presenza al fianco di Paradiso di Carolina Sansoni la vera causa della scissione, manco stessimo parlando di Yoko Ono per i Beatles.
Insomma, la musica dei Thegiornalisti avrà sempre fatto cagare, ma sicuramente qualche risata la band che è stata di Paradiso ce la sta continuando a regalare. Solo una cosa ci trova poco in sintonia con tutto quello che è stato scritto e detto sui social dai diretti interessati nelle ultime ore. Paradiso, dopo aver rivendicato la paternità delle canzoni, chiude le sue dichiarazioni con le seguenti frasi “Continuerò a cantarle dal vivo, a farvele ascoltare e a farvele gridare. Non avere paura” all’idea che neanche la fine della band ci liberi da Riccione o Felicità puttana a me un po’ di paura viene, anzi, sono proprio terrorizzato.

Michele Monina, nato in Ancona nel 1969, vive e lavora suo malgrado a Milano. Scrittore, critico musicale, autore, ha pubblicato nell'arco di vent'anni una settantina di libri spaziando dalla narrativa ai reportage, e dedicando una particolare attenzione alle biografie. Suoi i lavori scritti a quattro mani con Vasco Rossi, "Da rocker a rockstar" e "Vasco Mondiale al Modena Park", "Saghe Mentali", scritto con Caparezza, e la prima biografia al mondo di Lady Gaga. In ambito giornalistico si è fatto le ossa su Tutto Musica e negli ultimi anni ha scritto per il Fatto Quotidiano. Ora collabora con Rolling Stone e Linkiesta, oltre che per il suo sito Il Tasso del Miele. Autore del programma tv "Stasera niente MTV", con Ambra Angiolini, lavora anche per la radio come critico musicale di Rtl 102,5.


Contatti:

Scrivi un commento

1000

Contatti:
Michele Monina

Michele Monina, nato in Ancona nel 1969, vive e lavora suo malgrado a Milano. Scrittore, critico musicale, autore, ha pubblicato nell'arco di vent'anni una settantina di libri spaziando dalla narrativa ai reportage, e dedicando una particolare attenzione alle biografie. Suoi i lavori scritti a quattro mani con Vasco Rossi, "Da rocker a rockstar" e "Vasco Mondiale al Modena Park", "Saghe Mentali", scritto con Caparezza, e la prima biografia al mondo di Lady Gaga. In ambito giornalistico si è fatto le ossa su Tutto Musica e negli ultimi anni ha scritto per il Fatto Quotidiano. Ora collabora con Rolling Stone e Linkiesta, oltre che per il suo sito Il Tasso del Miele. Autore del programma tv "Stasera niente MTV", con Ambra Angiolini, lavora anche per la radio come critico musicale di Rtl 102,5.

Leggi anche