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X Factor, pagelle quarto live 2019: il sonno della ragione (e anche il nostro)

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Padre e figlia nuovamente a confronto nelle pagelle del quarto live di X Factor, puntata che ha stimolato il sonno "della ragione" e degli spettatori.

x factor quarto live
x factor quarto live

Il quarto live di X Factor è stato tutt’altro che emozionante, anzi, quasi soporifero. Io e mia figlia ve lo raccontiamo con le ormai consuete pagelle sulla serata.

X Factor, quarto live: le pagelle del padre

Alessandro Cattelan: 5

Nella serie di film Madagascar c’è il personaggio di Re Julien.

È un lemure megalomane che vive nel culto di se stesso, per altro assecondato dai suoi seguaci, a loro volta lemuri, a partire dal povero Mortino. La scena in cui cavalca un fenicottero rosa dicendo di voler invadere una nazione vicina è da scompisciarsi dalle risate. Sono anni che mi chiedevo chi mi ricordassero Cattelan e il suo gruppo di autori, solo che qui da ridere c’è davvero poco, anzi, ci si augura che arrivi un lemure a cavallo di un fenicottero rosa a conquistarci definitivamente.

Mara Maionchi: 8

Come la Jessica Rabbit del film di Zemeckis non è affatto cattiva, ma la disegnano così. In realtà è semplicemente l’unica a capirci qualcosa di musica e a non avere una carriera musicale da rilanciare o alla quale fare il makeup, quindi riesce a starsene lì a dire la sua, indiscussa regina del format. Peccato solo che sia un format usurato, lei comunque resta una regina.

Coso-Lì: 2

In genere i personaggi un po’ scemi fanno anche tanta simpatia. Pensiamo a Homer Simpson o a Peter Griffin. Li guardi fare cose sconvenienti, autolesioniste, mai argute, e ridi di loro, ben sapendo che un pochino stai ridendo anche di te e dei tuoi errori, ridi anche perché dicono frasi epiche, di quelle che ti ricordi a distanza di anni, tipo “provarci è il primo passo verso il fallimento”. Qualcuno si deve essere dimenticato di scrivere i momenti in cui Coso-Lì ci fa anche ridere.

Per il resto tutto rientra perfettamente nei canoni.

Malika Ayane: 2

Abbiamo già detto come Malika debba interpretare, quest’anno, il ruolo del villain. Lo dice un villain lordo di sangue, so bene di cosa parlo. Solo che i villain fumettosi, e Malika è evidentemente un fumettone, di solito risultano in qualche modo vincenti, perché bucano la scena se non addirittura la rubano ai protagonisti. Lei invece risulta solo la stronza di turno, che dice cose come “dovresti essere più garbato” o reitera l’avverbio “dannatamente” neanche fosse la Dalia Nera prima di essere trucidata e buttata dietro un cespuglio.

Unici momenti in cui appare credibile quando si canta allo specchio, lo spazzolino elettrico in mano. Poteva andarle meglio, credo.

Samuel: 4

A volte sembra Cucciolo, nel senso che attraversa le puntate senza dire nulla o comunque senza dire nulla di rilevante. Altre, invece, sembra il pesce con la palla di vetro a forma di casco di Chicken Little, sempre muto, ma furbissimo e capace di traghettare i suoi, i Booda soprattutto, verso la vittoria finale. Sia come sia non dice nulla di rilevante, il che in un programma che di rilevante non ha più nulla risulta quantomeno coerente. Come diceva Alessio Bertallot ormai una vita fa: “Zitti, zitti, il silenzio è d’oro”.

x factor quarto live samuel

Davide Rossi: 3

A vederlo ricorda vagamente (neanche troppo) uno qualsiasi dei fratelli Dalton. Stesso ovale del volto, stessa capacità di rapirci mentre canta. Qui neanche è necessario l’arrivo di un Lucky Luke pronto a rovinare loro i piani, fa tutto lui da solo, cantando come fosse un Max Headrun di carne, incapace di trasmettere emozioni.

Giordana: 2

Kenny di South Park. Avete presente no? Il ragazzino vestito in maniera goffa, al punto che raramente si capisce cosa dice e quando lo si capisce è spesso qualcosa di volgare e pornografico, il ragazzino che al termine di ogni puntata muore e la puntata successiva è di nuovo lì, in scena, come se niente fosse. Ecco, Giordana è Kenny di South Park. La mandano sempre in ballottaggio, la vestono come se farla apparire goffa e impresentabile fosse la sola ragione di vita del costumista e anche del regista, che la fa apparire sempre sotto la luce sbagliata, ma alla fine si salva sempre. Solo che Kenny a un certo punto, al termine della quinta stagione, muore davvero. Succede a tutti, prima o poi.

x factor quarto live giordana

Sierra: 3

Non ricordo più in quale capitolo de L’era Glaciale ci sono questi due opossum completamente pazzi. Sono convinti di essere due mammuth, pur non essendolo affatto, e si ritrovano quindi a minacciare chiunque attenti all’illibatezza di colei che credono loro sorella. Sono lì che fanno di continuo il gesto di “ti tengo d’occhio”, indice e medio portato appunto verso gli occhi e poi indirizzati verso il malcapitato, a mo’ di minaccia. I Sierra sono così. Mettono questa ansia nei loro testi, quelli che, sul filone inaugurato in barba al sacrosanto diritto d’autore da Anastasio, spacciano per cover, ma non riescono mai a essere davvero efficaci. Vorrebbero dipingerci una realtà apocalittica, ma finiscono per sembrare Lino Banfi che si fa cantare Benvenuti a ‘sti frocioni dal titolare de La parolaccia, nel film con Villaggio. Non sono bravi, ma almeno fanno ridere di gusto.

Nicola Cavallaro: 4

Diciamolo chiaramente, i principi azzurri hanno rotto il cazzo. Nel senso che non hanno mai avuto molto da dire, non a caso figure assai poco presenti nelle trame delle favole, si limitano spesso a comparire, baciare e salvare la protagonista, non necessariamente in quest’ordine, e andarsene con lei mentre partono i titoli di coda. Nicola sembra un po’ un principe azzurro. Ha la bella voce, la bella presenza, anche la storia importante alle spalle, ma non c’è mai quando dovrebbe esserci, vuoi per mancanza di personalità, vuoi perché gli affidano sempre canzoni sbagliate, vuoi perché sempre impallato da qualche comprimario decisamente più simpatico e vitale. In genere alla fine è il Principe Azzurro a baciare la sposa e scappare con lei, anche se, fossi io i fratelli Grimm, gli riserverei un finale diverso.

x factor quarto live nicola cavallaro

Booda: 8

Qui è difficile muoversi. Perché come ti muovi sbagli. Nel senso, se siete amanti del mondo DC Comics potreste non capire se tiro in ballo gli Avengers, e se siete amanti del mondo Marvel potreste non capire se tiro in ballo la Justice League. Di fatto i Booda sono al momento il gruppo di supereroi fighi di questo X Factor, decidete voi quale. Certo, mancano degli aspetti oscuri che possono vantare personaggi come Batman e di quelli ironici come l’Ironman reso immortale da Robert Downey Jr, ma sempre supereroi restano. Il problema, ce lo diceva Stan Lee, arriverà quando dovranno uscire dalla loro Fortezza della Solitudine, magari provando a far vedere che oltre ai superpoteri hanno un’anima, o magari perché a superpoteri corrispondono superproblemi. Ma tanto loro sono supereroi, che gli frega dei superproblemi?

Eugenio Campagna/Comete: 4

C’è una scena di Shrek in cui l’orco verde e Ciuchino si dirigono verso il regno del cattivo di turno, pronti a liberare Fiona. Ciuchino, che è un asino parlante, non fa che chiedere incessantemente “siamo arrivati?”, simulando quel tipico vezzo che hanno i bambini piccoli di fare sempre la stessa domanda, fino al compiuto rompimento dei nostri coglioni. Eugenio ci sta ripetendo ossessivamente che lui è un cantante indie, e lo fa interpretando canzoni indie, o interpretando da cantante indie canzoni non indie. Ma sempre quello ripete “sono indie”, anche quando si confronta con un gigante come Damien Rice. Il risultato è il medesimo ottenuto da Ciuchino e dai bambini che ci chiedono ossessivamente sempre la stessa cosa. Né più e né meno.

Seawords: 6,5

Da adulto che si trova costantemente a guardare cartoni animati in virtù di quattro figli, la prima delle quali, ormai diciottenne, trovate in queste stesse pagelle, mi sono interrogato sul fascino che un personaggio come Elsa di Frozen ha indubbiamente esercitato presso i più piccoli. Nel senso, l’idea che piaccia una ragazza che col suo tocco rende tutto ghiaccio, anche il cuore della sua stessa sorella mi risulta oscuro, ma forse il problema è mio, che sono cresciuto in un mondo Disney assai meno complesso di quello attuale. La cantante dei Seawords è Elsa. Ha una voce molto bella, indubbiamente affascinante, ma quando canta crea una coltre di ghiaccio che potrebbe indurre chiunque alla morte emotiva. Non ha neanche qualcuno come sua sorella di fianco che possa salvarla o possa salvare noi, perché il chitarrista, obiettivamente molto bravo, buca la scena quanto uno dei paesani che nelle scene corali ballano in quinta fila.

Sofia/Kimono: 8

In Kung Fu Panda c’è il capo del tempio Shaolin (non ho idea se sia un tempio Shaolin, ma sto dissimulando sicurezza per nascondere la mia ignoranza a riguardo, non state qui a farmi le pulci) interpretato da un piccolo topino con lunghi baffi. Come tutti i capi dei tempi Shaolin o quel che sono, è fortissimo, saggissimo e capace di uccidere chiunque semplicemente toccandoci con un dito. Ben lo sa Kung Fu Panda, che si troverà a provare un dolore incredibile quando il topino gli stringerà un dito tra indice e pollice. Ecco, Kimono è il topino di Kung Fu Panda. Saggia, fortissima, ti uccide senza che neanche te ne accorgi. Anche quando prova a muoversi, lei che fin qui è stata una mezza salma. Anche quando prova a non vestirsi come un calciatore del Sassuolo e finisce per sembrare un sosia di Buster Keaton. La ascolti e ti senti in grado di fluttuare anche se pesi duecento chili e sei un panda e non Roberto Bolle. Miracolosa.

Gianna Nannini: 8

Gianna Nannini è chiaramente Spongebob. Non ci sono dubbi, a riguardo. Basta vederla lì, sul palco, vestita di giallo, ma più che altro basterebbe pensare al suo modo strambo e poetico al tempo stesso di affrontare il nostro panorama musicale. Stasera è uno Spongebob particolarmente in forma e fa piacere trovare una artista come Gianna Nannini tornata quella del passato. Erano anni che aspettavamo questo momento, e l’ultimo album appena uscito, La differenza, sembra proprio quello che da troppo tempo stavamo aspettando.

Il quarto live di X Factor: le pagelle della figlia

Alessandro Cattelan: 5

Vestito pessimo. Oggi presentazione un po’ fiacca, serve novità, cambiamento. Troppa monotonia.

Mara Maionchi: 7

Mara è sempre simpatica. La più anziana ma la più giovane, come è possibile? Mi stavo quasi addormentando oggi, fortuna che mi ha svegliata lei.

Sfera Ebbasta: 7

A me, nonostante tutte le critiche, piace Sfera. Ci voleva un giovane, qualcuno di attuale, che potesse arrivare. Simpatico, a modo suo, allegro: io lo passo.

Malika Ayane: 2

Insopportabile, falsa, arrogante, spocchiosa. Una lagna continua, con leccata di vacca sui capelli, pessima.

Samuel: 6

Meglio della scorsa volta. Si sarà capito, non mi fa impazzire, ma almeno stasera ha parlato. Glielo hanno detto che i cappelli sono troppo piccoli?

Davide Rossi: 5

La voce di questo duo non mi dispiace, ma lo stile da anziano non gli si addice per niente. È un ragazzo, ha solo sedici anni, qualcuno glielo ricordi, o addirittura glielo faccia notare per la prima volta. Così non funziona affatto.

x factor quarto live davide rossi

Giordana: 3

Questa povera ragazza ogni puntata la conciano sempre peggio. Non bastasse, la canzone fatta da lei non mi è piaciuta, ha stonato più volte e la voce a me non piace. Mi chiedo cosa ci faccia ancora qui, a questo punto, quando secondo me doveva essere eliminata tempo fa.

Sierra: 2

Loro iniziano un po’ a farmi tenerezza. Tutti i falsi complimenti che dicono loro a ogni puntata sono campati totalmente in aria. Come per Giordana penso neppure loro debbano stare lì. Ogni canzone che portano è orribile, quando li buttiamo fuori? Che siano lì per rappresentare il mondo rap è una vergogna, poi.

Nicola Cavallaro: 5

Lui ha una bella voce, peccato abbia fatto una brutta imitazione di Salmo, stasera. Una copia uscita male, per di più. Non era una sua versione, era tale e quale all’originale, per questo non mi è piaciuto. Pessima scelta, Mara.

Booda: 7

I Booda presentano sempre le stesse canzoni, sempre uguali, come fosse un’unica cover. Ciò nonostante loro sono fortissimi ed energici. Gli unici rimasti in gara che valgano la pena di seguire una volta usciti di qui. La voce di lei meravigliosa. Oggi tra l’altro ottimo look.

Eugenio Campagna/Comete: 4

Noioso. La descrizione del latte alle ginocchia. Vuole provare a fare l’indie ma sembra solo una brutta imitazione di Coez, Calcutta e Gazzelle. Già visto e rivisto.

Seawords: 6

La cantante ha una bella voce. Devo dire che l’inedito proposto stasera non mi è dispiaciuto, ma ho l’impressione che i due non abbiano ancora trovato un giusto equilibrio. Mi sembra che lui ancora non esista, che non siano un duo.

x factor quarto live seawords

Sofia/ Kimono: 7,5

Canzone stupenda, fatta molto bene, esibendo anche una bella pronuncia francese, il che non è affatto facile quando si tratta di cantare. È tra le più giovani di questa edizione, ma anche tra le più talentuose lì dentro. Bellissima performance, mi è piaciuta. Peccato per come l’hanno pettinata.

Michele Monina, nato in Ancona nel 1969, vive e lavora suo malgrado a Milano. Scrittore, critico musicale, autore, ha pubblicato nell'arco di vent'anni una settantina di libri spaziando dalla narrativa ai reportage, e dedicando una particolare attenzione alle biografie. Suoi i lavori scritti a quattro mani con Vasco Rossi, "Da rocker a rockstar" e "Vasco Mondiale al Modena Park", "Saghe Mentali", scritto con Caparezza, e la prima biografia al mondo di Lady Gaga. In ambito giornalistico si è fatto le ossa su Tutto Musica e negli ultimi anni ha scritto per il Fatto Quotidiano. Ora collabora con Rolling Stone e Linkiesta, oltre che per il suo sito Il Tasso del Miele. Autore del programma tv "Stasera niente MTV", con Ambra Angiolini, lavora anche per la radio come critico musicale di Rtl 102,5.


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Michele Monina, nato in Ancona nel 1969, vive e lavora suo malgrado a Milano. Scrittore, critico musicale, autore, ha pubblicato nell'arco di vent'anni una settantina di libri spaziando dalla narrativa ai reportage, e dedicando una particolare attenzione alle biografie. Suoi i lavori scritti a quattro mani con Vasco Rossi, "Da rocker a rockstar" e "Vasco Mondiale al Modena Park", "Saghe Mentali", scritto con Caparezza, e la prima biografia al mondo di Lady Gaga. In ambito giornalistico si è fatto le ossa su Tutto Musica e negli ultimi anni ha scritto per il Fatto Quotidiano. Ora collabora con Rolling Stone e Linkiesta, oltre che per il suo sito Il Tasso del Miele. Autore del programma tv "Stasera niente MTV", con Ambra Angiolini, lavora anche per la radio come critico musicale di Rtl 102,5.

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