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Sanremo 2020, serata cover: Achille Lauro con Gli uomini non cambiano

Nella serata delle cover di Sanremo 2020 Achille Lauro porterà il brano di Mia Martini Gli uomini non cambiano. Ma qual è il significato del pezzo?

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Con la terza serata del Festival di Sanremo 2020 arrivano le attesissime cover dei 24 campioni in gara tra cui quello di Achille Lauro, che per l’occasione si esibirà con il celebre brano di Mia Martini Gli uomini non cambiano accompagnato dalla cantante Annalisa.

Gli uomini non cambiano venne portato al Festival di Sanremo da Mia Martini nel 1992, durante quella che fu la sua penultima partecipazione alla kermesse prima della morte avvenute nel 1995 a soli 47 anni. Ma qual è la storia ed il significato dietro una delle canzoni più note della cantante di Reggio Calabria.

La cover di Achille Lauro a Sanremo 2020

Mia Martini decise di partecipare al Sanremo del 1992 nonostante si trovasse in un periodo difficile della sua vita, perseguitata dalla patente di iettatrice che le malelingue le avevano affibbiato qualche anno prima e che aveva fatto precipitare la sua carriera fino a poco prima costellata da numerosi successi.

A tre anni prima risaliva infatti il trionfo al Premio della Critica sanremese con Almeno tu nell’universo, che rimase incastonata nella storia dei brani più rappresentativi della competizione pur arrivando soltanto al nono posto.

Un gran ritorno sulle scene dunque per Mia Martini, la quale tuttavia confesserà il suo spaesamento nelle interviste immediatamente successive l’esibizione al Festival del 1992: “Questo è un Festival proprio anomalo. Non credo ci sia mai stato nessun altro festival concepito in questa maniera. Anche l’interesse che c’è intorno è molto diverso: non è più un gioco tanto divertente, è diventato molto veloce, anche un tantino isterico.

Il tema della canzone

Gli uomini non cambiano parla del difficile rapporto di una donna con la figura maschile, prendendo spunto dalla vita stessa di Mia Martini che ha sempre avuto un legame molto conflittuale con il padre e con i propri compagni di vita: “Nella mia infanzia c’è una specie di buco nero: mio padre non esisteva, così mi sono innamorata della prima figura maschile che ho incontrato; ho tentato in modo goffo di cambiare la mia vita, ma è andata peggio.

Questa canzone è dedicata a una sfida che prende alla gola la donna sin da bambina, quando si innamora del padre, senza conquistarlo mai. Poi si comincia a sognare un uomo per tutta la vita, finendo per scappare col primo che arriva e che di solito ti tradisce con una bugia”.

Un brano – scritto dagli autori Bigazzi, Falagiani e Dati – che apparve all’epoca senza dubbio più commerciale rispetto ai precedenti lavori dell’artista, come affermò la stessa Mia Martini durante un’intervista: “La mia canzone quest’anno è sicuramente molto meno pretenziosa e raffinata di canzoni che ho cantato prima. Forse, con questo brano, è arrivato il giusto connubio tra un contenuto profondo e intelligente, ma anche un attimino più commerciale, più popolare, con una linea melodica e un testo semplice, più accattivante di prima”.

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