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Il significato del finale di Contagion è al di fuori del film

Contagion, qual è il significato del finale del film realizzato nel 2011 e quantomai attuale a causa della pandemia da Coronavirus.

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Contagion: il significato del finale del film

Contagion, film del 2011, torna in auge dopo la messa in onda di Canale 5 nella serata di venerdì 1 maggio. E in molti si chiedono quale sia il significato del finale di una pellicola composta da un cast stellare e quantomai profetico data l’emergenza da coronavirus di queste settimane.

Non sono mancate le polemiche sui social per la decisione di mandare in onda Contagion: “Ma chi è il pazzo sadico che ha deciso di mandare in onda in prima serata un film su una pandemia durante una pandemia? Cioè è come vedere ‘The Flight’ in aereo”. Ma anche: “Mr G. Sono l’unico a pensare che invece trasmettere #contagion sia stata una delle poche mosse indovinate e astute fatte da Mediaset nelle ultime settimane?”.

Solo alcuni dei commenti social dopo la decisione di Canale 5 di mandare in onda ieri in prima serata ‘Contagion’, che comunque ha premiato in termini di ascolti: 3.334.000 spettatori pari al 12.4% di share. Ma qual è il significato di questa pellicola?

Qual è il significato del finale di Contagion?

Il significato del finale di Contagion va al di là della pellicola cinematografica. La storia di Mitch Emhoff (Matt Damon) e sua figlia Jory il film capovolge il significato di quei piccoli gesti che avevano causato il dilagarsi della malattia. Dopo più di 140 giorni di prigionia un momento di felicità è dato dall’amore del padre che ricrea, nel salotto di casa, il ballo studentesco. O dal gesto della dottoressa Leonora Orantes (Marion Cotillard) che si allontana dal suo “salvatore” dopo aver scoperto che aveva dato semplici placebo per la sua liberazione. Il significato del finale del film assume conati diversi grazie alla decisione, senza indugi, della dottoressa Ally di diventare cavia di sé stessa e iniettarsi il vaccino in modo da poterlo produrre più velocemente in caso di successo.

È dato dalla stretta di mano tra il dottor Ellis Cheever (Laurence Fishburne) e il netturbino, il gesto più quotidiano e normale, il gesto che aveva dato avvio al contagio. In quella stretta di mano si nasconde il gesto della pace, della fratellanza, dell’unione. Lo stesso gesto che dà inizio e fine al film. In mezzo, quando le strette di mano sono vietate per evitare il contagio, sta il racconto del caos e della morte. Il significato del finale del film sta nel ritorno alla normalità, a gesti semplici e conviviali.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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