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Alessandro Marella, nuovo singolo: “Sono invincibile, canto per aiutare”

Nell'intervista esclusiva, Alessandro Marella ha descritto il nuovo singolo, "Invincibile", e l'iniziativa per aiutare il Nigrisoli di Bologna.

Alessandro Marella invincibile
Alessandro Marella invincibile

Ammirevole, delicato, sensibile, altruista. Ma anche gentile, generoso, grato. Grato alla vita, pur nelle sue difficoltà, grato a ogni opportunità che gli si pone davanti. Questo e molto altro è Alessandro Marella. Eterno fan di Cremonini, porta in giro le sue canzoni.

Una smisurata passione per la musica e un amore senza freni per la vita. È nato a Terlizzi, ma da piccolo si è trasferito ad Alessandria. Ha coltivato la sua passione per la musica, dedicandosi allo studio del pianoforte presso il Conservatorio Vivaldi di Alessandria. Aveva solo 10 anni. Poi un cambio di rotta nella sua vita. Ma quello che per molti sarebbe una tragedia, si è rivelato un nuovo stimolo per Alessandro.

Costretto su una sedia a rotelle a causa della Atrofia Muscolare Spinale, non si è mai perso d’animo e ha continuato a inseguire i suoi sogni. Un esempio di determinazione e coraggio, un modello per la sua forza, pur nella sua più umana fragilità. L’avanzare della malattia non gli permette di suonare il pianoforte, ma ha scoperto così le sue doti canore e deciso di fondare un gruppo insieme al suo amico Fabio Toninello, gli Abanero, di cui è frontman.

Ora Alessandro Marella ha intrapreso un percorso da solista e dedica il suo primo lavoro a chi come lui ha deciso di non farsi abbattere dalle difficoltà: così è nato il suo nuovo singolo “Invincibile”.

Tramite la diffusione del brano e del videoclip, il progetto promuove una raccolta fondi per dare un sostegno costante ai caregiver dei ricoverati nella fase di riapertura del reparto Unità malattie Neuromuscolari dell’Ospedale Privato Accreditato Nigrisoli di Bologna. Il reparto, infatti, è attualmente chiuso a seguito dell’emergenza coronavirus. La canzone è un invito a non arrendersi, a non darsi mai per vinti anche nelle situazioni di maggiore difficoltà. Oggi più che mai le sue parole, contornate dalle sue melodie, appaiono un prezioso consiglio. Un inestimabile messaggio di incoraggiamento. Un invito a conservare la speranza e ad assaporare ogni attimo.

Alessandro Marella, “Invincibile”

Alessandro Marella sul suo nuovo singolo, “Invincibile”, ha dichiarato: “Vuole sensibilizzare e dimostrare come ognuno di noi può essere un supereroe, superando le proprie paure grazie alla propria voglia di vivere. Ognuno di noi è invincibile. La nostra forza viene fuori nel momento del bisogno ed è proprio lì che riusciamo a tirar fuori il meglio di noi stessi. In questo periodo stiamo attraversando una delle pagine più tristi e difficili della nostra storia eppure possiamo uscirne vincitori, grazie a dei piccoli gesti come stare tutti a casa e seguire le regole. Ecco dove nascono i supereroi!”. Non mancano i ringraziamenti e le riflessioni: “Basta guardare chi lavora in prima linea come infermieri e medici: in realtà stanno facendo semplicemente quello che hanno sempre fatto. Non erano quindi già supereroi?”.

“Questo brano è anche un’interpretazione di me stesso. Ho voluto far conoscere la mia persona e la mia storia, ma non per egocentrismo. Ho voluto stimolare a sollecitare il supereroe che è in ciascuno di noi. Il supereroe non sono solo io. C’è un lato più forte di noi che, tuttavia, spesso non sappiamo di avere”, ha aggiunto. E ancora: “È la forza interiore a fare la differenza, non quella fisica”.

Alessandro Marella invincibile

Il suo progetto è un atto di beneficenza e altruismo allo stato puro: il ricavato della raccolta fondi sarà donato al Nigrisoli di Bologna. Le sue parole ti prendono il cuore e la sua dedizione è ammirevole: “Spero di diventare un cantante professionista, ma finché canto per passione lo faccio per aiutare gli altri. La musica è per me un mezzo di aiuto per chi è in difficoltà. La musica, oltre ai soldi che si possono ricavare e dare in beneficenza, rallegra il morale e dà energia. Ho voluto aiutare il Nigrisoli di Bologna, perché a sua volta si prende cura di chi soffre di patologie neuromuscolari come la mia. A causa del Covid-19, il reparto è stato chiuso, ma c’è chi ha bisogno di monitoraggio e assistenza costanti. Ho voluto aiutare questo ospedale perché lì ora ci sarà chi necessita cure 24 ore su 24 e dovranno essere portate avanti in condizioni di massima sicurezza. L’impegno e lo sforzo richiesto si fanno doppi”.

Alessandro Marella invincibile

I suoi “omaggi a Cremonini”, come ama definirli Alessandro, sono veicoli di nuovi gesti di beneficenza: I 500 euro guadagnati nell’ultima serata li ho donati. Quei soldi sarebbero potuti essere una buona occasione per togliersi qualche sfizio, ma ho preferito darli a chi ne ha davvero bisogno. Infatti, ha aggiunto: “In quel reparto ho visto la purezza con cui i malati (io incluso) vengono assistiti”. Per questo, con parole emozionanti che toccano il cuore, ha deciso di affiancare e sostenere chi quotidianamente aiuta soggetti più in difficoltà.

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Un post condiviso da Alessandro Marella (@alessandromarella) in data: 4 Mag 2020 alle ore 11:13 PDT

La quarantena di Alessandro

Come ha vissuto il lockdown il cantautore dall’animo buono? Quale l’insegnamento che dovremmo trarre dalla tragedia delle ultime settimane?

“Dovremmo uscirne migliori”, è l’auspicio di Alessandro. Poi ha precisato: “Il problema è se saremo capaci di tenerlo a mente. In più occasioni, il genere umano ha dimostrato di avere la memoria breve. Si è detto fiducioso, perché “qualcosa abbiamo già appreso: non mi sarei aspettato il grande rispetto dell’intera popolazione, che è rimasta in casa durante la quarantena”. “Eravamo abituati a fare quello che volevamo. Invece, per rispetto di chi stava soffrendo, ho visto una grande attenzione alle regole stabilite. Ma credo che sia il tempo a dare prova di quanto abbiamo imparato. Ora non diamo più per scontato tante cose, dando il giusto valore anche a un abbraccio, capendone la sua importanza”, ha aggiunto.

La malattia

Nell’intervista esclusiva ad Alessandro Marella, il cantautore non ha solo descritto il nuovo singolo. Si è lasciato andare a confidenze speciali, che dicono qualcosa in più su lui e la sua storia. Quanto è stato difficile adattarsi al cambiamento conseguente all’insorgere della malattia?

A questa domanda, Alessandro ci sorprende ancora. “Non è stato assolutamente difficile, perché ho sempre vissuto serenamente la mia malattia e i problemi che essa mi pone davanti. Nella mia vita si sono presentati tanti cambiamenti”. Ma la metafora con cui ci invita a godere della vita è un motto di cui dobbiamo fare tesoro: “Abito ad Alessandria e in tanti per andare al mare decidono di recarsi a Genova. Per raggiungere la città, la maggior parte delle persone imbocca l’autostrada. Un percorso rettilineo, che in 40 minuti ti fa arrivare al mare. E poi c’è chi preferisce godersi il paesaggio e percorre la via più lunga, tra le curve e le colline. Tuttavia, chi fa la strada più lunga e tortuosa magari si gode di più ogni momento. La mia vita è così: sono sicuro di godere di un percorso fantastico”.

I progetti e i sogni nel cassetto

“Non si deve smettere di sognare. Mentirei se dicessi di essere già appagatissimo dalla vita. Vorrei fare della musica il mio lavoro, per sempre, ha confidato. Tuttavia, ha descritto il panorama concorrenziale nel quale si muove e in cui “senza una grande casa discografica alle spalle, devi mettere da parte i soldi e cercare di scrivere il pezzo giusto. Ci sono delle canzoni a cui mi piacerebbe dare vita, proprio come ho fatto con “Invincibile”, ma non nascondo che sia difficile”. Così Alessandro Marella ha parlato di progetti futuri e sogni nel cassetto.

Quindi, senza nascondere le sue emozioni, ha sottolineato: “I progetti più belli che abbiamo nel cuore non hanno un prezzo. Tuttavia, quando dai 60 e ricevi 20, arrabbiatura e amarezza si fanno sentire. In questo mondo nessuno ha garanzie. L’importante è lasciare qualcosa di buono, come il suo “Invincibile”. Per lui, lo scopo della vita è “lasciare qualcosa di bello”. È la missione che ciascuno dovrebbe perseguire. Difficile trovare un messaggio più speranzoso e delicato del suo, nonostante le difficoltà, l’assenza di meritocrazia, le porte in faccia e la mancata riconoscenza. Per Alessandro: “È giusto essere ambiziosi, ma bisogna anche guardare in faccia la realtà”.

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