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Francesco Pannofino, il caso Moro: “Mi ritrovai di fronte alla mattanza”

Tra i testimoni diretti del sequestro di Aldo Moro c'è stato anche Francesco Pannofino, all'epoca studente universitario.

FrancescoPannofinoAldoMoro
FrancescoPannofinoAldoMoro

Il celebre attore Francesco Pannofino è stato testimone diretto di uno dei sequestri più oscuri e violenti della storia italian: il 16 marzo 1978, all’incrocio tra via Stresa e via Fani, assistette al sequestro di Aldo Moro dopo la sparatoria contro la sua scorta da parte delle Brigate Rosse.

Francesco Pannofino: il caso Moro

Il 16 marzo 1978 per una serie di assurde casualità (come il motorino che non partiva) Francesco Pannofino, che all’epoca era soltanto uno studente, si ritrovò ad aspettare l’autobus a Roma nelle immediate vicinanze tra via Stresa e via Fani, le due strade tristemente celebri per la sparatoria contro la scorta di Aldo Moro, che proprio a quell’incrocio venne sequestrato dalle Brigate Rosse.

Pannofino ha intimato a una donna di non rientrare in casa (nella direzione in cui si erano avvertiti agli spari) e alla vicenda ha dedicato una canzone (Il sequestro di Stato).

Pannofino ha descritto la drammatica scena a cui ha assistito rivelando anche di aver visto i corpi degli agenti uccisi nelle macchine:

“Cominciai a sentire i colpi. Di solito si dice che sembrano scoppi di petardi. No, quelli avevano i mitra, e il rumore era più quello di un martello pneumatico, tra-tra-tra-tra-tà.

Capii che erano spari e fermai una donna che, in preda al panico, voleva rientrare a casa andando però proprio in quella direzione. Alla fine scese un silenzio pesantissimo, una sospensione della realtà. A un tratto sentii le urla della ragazza dell’edicolante, abbracciata a lui. E poi mi ritrovai di fronte alla mattanza”, ha raccontato l’attore in una delle sue drammatiche dichiarazioni sulla vicenda.

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