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Yosef, “Cadillac”: “Ho imparato a fermare il tempo e godere ogni attimo”

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Nell'intervista esclusiva a Yosef, il cantautore italo-tunisino ha presentato il suo nuovo singolo, "Cadillac", nato da un'esigenza emotiva.

Yosef Cadillac
Yosef Cadillac

Dopo il singolo d’esordio “Tevere” e un tour estivo di performance dal vivo, cantando dalle terrazze di grandi città d’Italia, nell’intervista esclusiva il cantautore italo-tunisino Yosef ha presentato il suo nuovo singolo “Cadillac”. A bordo di un’automobile d’epoca si dirige verso nuove mete: non dimentica il passato, fatto di sacrifici e porte in faccia, ma abbraccia con entusiasmo tutto ciò che il futuro gli offre.

A bordo della sua Cadillac scatta fotografie con parole irrorate di gin e speziate di paprika. Descrive la nostalgica sensazione che si prova nell’illusorio desiderio di stringere ancora qualcuno tra le braccia senza che il tempo faccia il suo corso, sottraendoci così dagli attimi più preziosi. Un brano che racchiude vissuti e autenticità, tanta voglia di fare e una nuova consapevolezza.

La sua canzone precedente era “apolide”, stando a quanto dichiarato dallo stesso Yosef.

Ma come definisce il nuovo pezzo? “”Cadillac” è un brano sincero. Per me è quasi una lettera: mi sono lasciato andare a una confessione, dedicando a una persona tutti i miei sentimenti”. Da buon capricorno, con il sorriso e un pizzico di ironia, ha aggiunto: “Io, invece, sono un ragazzo molto testardo e caparbio. Mia mamma direbbe che a volte lo sono anche troppo”.

Yosef presenta “Cadillac”

Nell’intervista, con grande gentilezza, solarità e disponibilità, Yosef ha parlato del suo nuovo singolo, “Cadillac”.

Si è lasciato andare a confidenze personali, ha descritto sentimenti e paure che stanno alla base del suo progetto. È stato esempio di grande riconoscenza, testimonianza della passione più vera, frutto di impegno e duro lavoro.

Alla fretta e alla frenesia, alla superficialità con cui ci facciamo sfuggire gli istanti più preziosi, Yosef risponde con la sua “Cadillac”.

A proposito del singolo che, insieme a “Tevere”, anticipa l’album, ha spiegato: “Il mio nuovo singolo nasce subito dopo la quarantena. Nel corso del lockdown avevo un rapporto telefonico: la canzone descrive il vero primo incontro, sotto la pioggia, con il desiderio di fermare il tempo. Dopo l’isolamento, volevo vivere a 360 gradi gli attimi più belli. Tornando a casa, mentre ero in auto, avevo impresse nella mente le immagini di quel breve momento trascorso.

Il clima era molto suggestivo, tra la pioggia e il rumore dell’auto accesa”. La canzone nasce da un’esigenza emotiva, “dal desiderio di immortalare ed eternare quel tempo vissuto.

Per il momento si è detto soddisfatto del progetto che sta portando avanti: “Ho fatto diverse esperienze e non sono mancate le porte in faccia. Uscire con il secondo disco è importantissimo per me. Spero poi che le radio italiane possano contribuire a farmi conoscere al pubblico”.

A bordo della sua Cadillac, Yosef adesso si trova “in autostrada”, la quale ha “tante uscite” e quella più valida “sarà quella che imboccherò”, ha spiegato. “Voglio sperimentare e non pormi limiti. In passato mi sono privato dell’esposizione pubblica. Adesso mi sento più pronto per affrontare il mondo rispetto a quando avevo 19 anni”, ha aggiunto. Ma ha tenuto a sottolineare: Il passato mi ha formato e spero mi abbia reso un mondo migliore”. Si è detto propositivo anche per il futuro, pronto ad accoglierlo con entusiasmo: “Continuo con la scrittura. Negli ultimi mesi ho intrapreso collaborazioni con diversi autori italiani e ognuno mi ha insegnato qualcosa”. Yosef prosegue quindi il suo viaggio con la Cadillac, ma resta ancorato a casa, non dimenticando dov’è nato e cresciuto.

La paura del tempo

Nel brano propone un interessante spunto di riflessione: quali sono gli attimi che più contano nella vita? Ce li godiamo fino in fondo o ci lasciamo trascinare passivamente dall’inesorabile trascorrere del tempo, concetto inafferrabile e talvolta indefinito? Anche Yosef, che in “Cadillac” propone di conservare con cura ogni momento, ha paura del tempo che scorre? “Questa sensazione mi ha fatto molta paura. Sono cresciuto con mamma e nonna, che si è ammalata di cancro. Con la sua malattia mi sono scontrato con l’effetto devastante del tempo che passa”, ha confidato con dolcezza.

“Il tempo ti lascia qualcosa, ma comporta sempre una ricorsa senza fine. Sia in “Cadillac” sia nei miei rapporti umani, cerco di ritagliare del tempo per coltivare tali relazioni. Per “mettere l’acqua nella pianta”. E forse proprio per colpa del tempo non riuscirò a raggiungere tutti gli obiettivi che in passato mi sono posto. Quella del tempo, in conclusione, resta una grande paura, ha aggiunto.

Crescere e imparare ad accettarsi

Un lavoro introspettivo durato anni quello realizzato da Yosef su sé stesso. Così ha imparato ad accettarsi, accogliendo pregi e difetti. A tal proposito, ha commentato:Per anni la mia voce ha coperto il mio essere. Me ne servivo come difesa, una sorta di spada. Non usavo la voce per comunicare. Avevo paura di mettermi a nudo“.

Crescendo però, “ho cercato di accettare me stesso, così come la mia storia, le mie origini, la mia casa”. “Non mi vergogno a dire che ho fatto ogni tipo di lavoro e neppure che quando amo ci metto anima e corpo, ha aggiunto. Dalla sua voce traspare un animo profondo, che sa dimostrare con un affetto viscerale i suoi sentimenti più intimi e delicati. “Ho cercato di togliere i paletti” che compromettevano una piena serenità. È stato un duello a tu per tu, “c’era solo Yosef contro Yosef“. Con il tempo, “ho capito che la mia voce deve raccontare e deve quindi avere il supporto della mia anima”.

I nuovi progetti

Leva 1993, Yosef è figlio di madre italiana e padre tunisino. Cresciuto a Bollate, nella provincia alle porte di Milano, ha coltivato fin da quando era bambino la sua passione per la musica. Aveva solo 9 anni ha iniziato a frequentare l’Accademia Vivaldi della sua città, studiando canto moderno. Poco più che ventenne si è messo alla prova partecipando al talent The Voice of Italy, sotto la guida dei coach Raffaella Carrà, Piero Pelù, Noemi e J-Ax. Fortificato da questa esperienza televisiva, che gli ha permesso di crescere, maturare e migliorarsi, per Yosef sono cominciate le serate nei club di Milano. Ci ha riprovato due anni dopo, nel 2016, quando il giovane cantante italo-tunisino è volato in Inghilterra e ha partecipato a The X Factor UK.

La grande svolta è arrivata nel 2017, quando da interprete dei grandi successi della musica internazionale, Yosef ha intrapreso il percorso di autore e cantautore. Un’altra bella soddisfazione nel gennaio del 2020, quando è è stato scelto da Michele Canova Iorfida (celebre produttore di Tiziano Ferro, Jovanotti, Eros Ramazzotti, Elisa e tanti altri) per produrre un singolo sulla base di un suo beat. Dopo l’uscita del suo singolo d’esordo, dal 4 maggio, appena cessato il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria che continua a causare vittime in Italia e nel mondo, Yosef ha dato il via a un altro splendido progetto. Suggestivo, originale ed emozionante: è il suo “Tra le Nuvole Tour”, un viaggio su tetti e terrazze da cui ammirare e abbracciare le bellezze artistiche e naturali del nostro Paese. Una grande iniziativa per presentare “Tevere”, ma anche per ridare speranza, serenità e un po’ di spensieratezza a un popolo devastato dalla sofferenza.

Dopo giorni di tristezza, fatti di silenzi e angosce, Yosef è tornato con la sua musica. Dopo la tappa milanese dal rooftop dell’Hotel Street Milano Duomo, durante l’estate si è esibito a Torino sul Grattacielo Intesa Sanpaolo e sulla terrazza dell’Hotel MGallery La Griffe Roma.

Sull’esperienza vissuta, ha commentato: “Il mio ambiente naturale è il palco. L’idea del “Tra le Nuvole Tour” è stata contaminata da diverse teste. Nel corso della prima esibizione ho visto gente che non capiva cosa stesse succedendo. Ero solo su una terrazza e cantavo. Si è trattato del primo approccio che ho avuto con il pubblico dopo mesi di lontananza obbligata”. Ma presto torna a incontrare i fan: “La prima data è stata domenica 27 settembre all’American Day di Vanzago. Stiamo lavorando a un calendario con diverse esibizioni”, ha fatto sapere Yosef, che con il progetto estivo ha catturato immagini e sensazioni in ogni città, trasformandole in melodia attraverso la sua voce.

“Tevere” e “Cadillac”, inoltre, anticipano un nuovo album che uscirà nei prossimi mesi: “Il viaggio è il filo conduttore delle canzoni che lo compongono. Il disco racconta i vari viaggi della mia vita: quello che ho perso e ho lasciato, ciò di cui mi sono arricchito, le cose che ho guadagnato. Ma anche sogni e aspettative”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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