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Covid, Selvaggia Lucarelli contro i negazionisti

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Oltre al Covid c'è un altro grave nemico: i negazionisti. La denuncia di Selvaggia Lucarelli.

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Oltre al Covid c’è un altro grave nemico: i negazionisti. La giornalista e scrittrice Selvaggia Lucarelli, con un lungo post su Facebook, ha attaccato questi portatori della teoria del complotto. “Vi ricordate quando i soccorritori, gli operatori del 118, i medici, gli infermieri, i volontari erano eroi?” si è chiesta provocatoriamente la Lucarelli.

“Ecco, quella era la narrazione della prima ondata. Quella in cui eravamo tutti buoni, solidali, compatti. Quella in cui il nemico era il Coronavirus e le bandiere tricolore sventolavano dai terrazzi tra cori patriottici e partite di tennis da balcone a balcone”. Ora tutto sembra solo un ricordo.

Selvaggia Lucarelli contro i negazionisti

“Ora le bandiere servono a togliere la polvere dal mobile tv- continua la giornalista -. Terrazzi sono tornati ad essere il posto giusto per le scope e le casse d’acqua.

Soprattutto, l’eroismo di chi ci salvava, ci soccorreva, si sacrificava è uno sbiadito ricordo”. “Adesso – accusa -, dopo mesi di negazionismo massiccio e spalmato tra social e tv, dopo comizi con selfie senza mascherine, dopo i ‘basta terrorismo’ de virologi da bar, il clima è cambiato. E a dimostrazione che il complottismo è infettivo quanto il Coronavirus, gli eroi non sono più eroi. Sono complici del sistema. Basta leggere i commenti sotto qualunque post, articolo, riflessione sui numeri del contagio e sugli ospedali in affanno.

Una miriade di proseliti delle teorie del complotto, dello stato che trama contro di noi per ottenere benefici mai chiariti, scrive commenti surreali e rabbiosi nei confronti di medici e soccorritori”.

E ancora: “C’è chi dice che lo Stato fa girare a vuoto e a sirene spiegate i mezzi di soccorso per spaventarci con tanto di video a supporto, chi sostiene che i medici cataloghino tutte le morti come “Covid” perché lo Stato li paga tot a decesso per Covid, chi dice che le ambulanze sono le stesse di ieri, ma ora abbiamo “l’udito selettivo”, chi dice che i camion di Bergamo potessero contenere 30 bare ma ne mettevano dentro solo 3 per creare panico, chi invita tutti gli scettici a “travestirsi da medici e infermieri, infiltrarsi negli ospedali e filmare i reparti Covid,” chi invita a inseguire le ambulanze per filmare le loro finte emergenze e magari i soccorritori al bar farsi un prosecco.

Infine: “Niente più ringraziamenti lasciati sui cancelli degli ospedali, niente più disegni dei bambini per i dottori, niente più arcobaleni e infermieri disegnati con la tuta di Superman. Il virus non è mutato, siamo mutati noi. E se sei mesi fa ci avessero detto che i soccorritori sulle ambulanze sarebbero diventati i nuovi runner, non ci avremmo creduto. Invece”.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


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Akeront Lombardi
27 Ottobre 2020 23:03

io ricordo l’inizio della pandemia e ancora penso che medici e infermieri erano degli eroi,per colpa del governo che si è mosso in ritardo e i medici e infermieri ne hanno pagato le conseguenze,che tutt’ora continua ad essere impreparato.non aumentando i posti letto e medici e infermieri,forse perchè non vi è tutta questa moria di persone anche perchè se scrivo morto di covid l’ospedale prende un idennizzo e lo sappiamo che lo fanno. comunque fanno bene le persone ad andare per gli ospedali a controllarli ed in effetti molti sono vuoti, tu sarai anche una giornalista ma non certo per… Leggi il resto »


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Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

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