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Ser presenta il nuovo singolo: “Ho riscritto un brano cult anni ’80”

"Sono aperto a innovazioni. "Don't cry tonight" di Savage è un brano bellissimo, che ho adattato in chiave rap", spiega Ser nell'intervista esclusiva.

Ser Non piangere stanotte
Ser Non piangere stanotte

Si fa strada nel rap proponendo una versione innovativa di un brano cult degli anni Ottanta. Un’idea curiosa, originale e vincente data dall’unione di passato e presente: nell’intervista esclusiva Ser ha presentato il nuovo singolo, “Non piangere stanotte”. L’artista ha miscelato la dance del passato ai più moderni toni del rap, riscrivendo “Don’t cry tonight” di Savage, un grande classico della musica anni ’80.

Lo stesso Savage, dopo aver sentito il brano scritto da Ser e arrangiato da Eugene (Eugenio Valente) e Andy dei Bluvertigo, ha chiesto che fosse usata la sua voce nel ritornello. In un Natale all’insegna dei blocchi e delle limitazioni, è una grande soddisfazione e una sorpresa speciale per Ser.

“Abbiamo rivisitato in chiave rap un brano cult anni ’80 di Savage, che mi ha fatto scoprire aspetti della mia persona che ancora non conoscevo”, ha spiegato Ser, il cui obiettivo è quello di delineare un nuovo futuro.

È soddisfatto del progetto ed entusiasta per il videoclip ufficiale che ha realizzato. Dall’ascolto della canzone in attesa della metropolitana, a Roma, comincia uno stratosferisco viaggio nel tempo. “Il video di “Non piangere stanotte” è un viaggio in cui gli anni 2000 e gli anni ’80 fuggono insieme come nelle più grandi storie d’amore”, ha commentato.

Ser all’anagrafe è Marco Di Lauro, un rapper nato a Pietrasanta e cresciuto a Massa in Toscana.

A 16 anni ha iniziato a comporre, trovando con la musica la giusta valvola di sfogo per affrontare le sue difficoltà e le inquietudini, darsi forza e trasmetterne altrettanta a chi lo ascolta. Nei suoi testi parla di sé, del suo vissuto, delle sue lotte, ma anche del suo sogno, quello di fare del rap la sua professione, ispirandosi alla “Old School” del rap italiano e internazionale.

Ser presenta “Non piangere stanotte”

“L’idea è della mia manager, nonché mia insegnante di canto. Ha avuto un vero colpo di genio, pensando di accostare il mio rap alla musica anni Ottanta. Abbiamo pensato a Savage e abbiamo dato vita a qualcosa che non avrei mai pensato di realizzare. Sono un ragazzo molto aperto alle sperimentazioni e alle innovazioni: così ho scopeto un nuovo modo di fare musica. Savage ha accettato la proposta e il risultato mi ha reso davvero molto felice”. È con queste parole che Ser ha presentato “Non piangere stanotte”, spiegando l’idea che ha dato vita alla sua canzone. Quindi ha sottolineato: “Solo due anni e mezzo fa ho iniziato a fare progetti seri con la musica, capendo che è questo il futuro lavorativo che voglio per me. E in così poco tempo realizzare un così grande progetto è una soddisfazione enorme”.

Nel famoso brano degli anni Ottanta Ser ha messo la sua parte artistica più intima e personale. “Il mio processo creativo nasce dalla musica. Non scrivo prima di avere un sound. Una volta ottenuta la base in chiave rap, ho creato il mio mondo e scritto il mio brano. Non ho snaturato la mia essenza. Faccio sempre riferimento a me stesso, alle mie lotte interiori e alle mie esperienza. Ho riadattato il brano seguendo il flusso della musica. Non potevo stravolgere un pezzo che era già leggendario: ho dovuto aggiungere qualcosa di mio con umiltà e sfruttando la mia immaginazione”. Un atto rispettoso quello di Ser, che nelle sue parole trasmette una grande dose di originalità.

Ser Non piangere stanotte

Sul rapporto con il “Don’t cry tonight” ha commentato: “Il brano è bellissimo. L’intro è molto lungo, con suoni diversi rispetto alla piega che ha preso la musica degli anni successivi, ma assolutamente innovativo per quel periodo. La canzone andava quindi modificata per renderla più adatta ai nostri tempi, ma senza snaturarla. I suoni della mia canzone sono nuovi non perché non siano mai stati sentiti, ma perché è da tanto che non si sentivano”.

Ser Non piangere stanotte

Il lato più riflessivo

E c’è qualcosa per cui Ser piange la notte? “Come tutte le persone, ho anch’io ho un lato malinconico. Spesso ho la sensazione che nella mia vita manchi qualcosa. In alcuni momenti di solitudine sento forte questa percezione interiore. In altri, invece, vivo una grande felicità. Fino a pochi anni fa ero molto espansivo e non trattenevo i sentimenti. Crescendo sono diventato più cinico e distaccato da tutti gli eventi che accadono. La notte non piango più, ma ho momenti di crisi, in cui mi pongo tante domande. Prima ero troppo attaccato alla realtà. Ora vivo spesso una dimensione nostalgica, ma non mi lascio condizionare”.

Quindi ha precisato: “Come molti artisti, ho un lato più combattuto, riflessivo e malinconico, ma per me non è un aspetto negativo. Al contrario, ritengo sia un fattore positivo, sia per la mia crescita artistica sia per quella personale”.

Ser Non piangere stanotte

Pensando al futuro

Se oggi Ser è felice per il bellissimo regalo di Natale che si è fatto grazie al nuovo singolo, “Non piangere stanotte”, come si immagina nel futuro?

A Ser assocerei la parola “cambiamento”. Il mio è un progetto in cui l’innovazione è parte integrante. I miei brani sono frutto di un lavoro di squadra. Il merito non è solo mio, ma di tutto il team. Le idee iniziali nascono da me ed Elena Cirillo, musicista, produttrice e mia manager. La sua cultura musicale compensa le mie mancanze, io aggiungo la mia esperienza e il mio vissuto. L’obiettivo è restare soddisfatto del mio lavoro, fare quello che mi piace e soprattutto appagare il pubblico”, ha commentato Ser parlando di sé, della sua musica e del suo futuro. “Credo che proponendo qualcosa di diverso non si resta indifferenti a nessuno: non copio nessuno, ma ascolto tutti. È importante produrre qualcosa che ancora non è in circolazione, proporre originalità e mettere qualcosa di personale”, ha sottolineato.

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