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Mulan del 2020: recensione e uscita del film su Disney plus

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A pagamento su Disney Plus l'attesissimo Mulan, remake del cartone cult del 1998 e nuovo live action della Disney. Ecco la nostra recensione

Arriva sulla piattaforma streaming di Disney Plus, Mulan, film del 2020 e remake del famoso lungometraggio animato del 1998.

Diretto da Niki Caro (Nort country- storia di Josey del 2005 con Charlize Theron), il film narra la storia di una ragazza che nell’antichità, per andare a combattere tra le file dell’esercito cinese, deve fingersi un uomo.

La Disney ha puntato molto su Mulan per far rivalutare i live action (riproposizioni con attori in carne ed ossa dei cartoni storici), che fino a questo momento hanno ottenuto un ottimo successo al botteghino, venendo però bollati come adatti solo ai giovanissimi.

Con un budget di oltre 200 milioni di dollari e un’atmosfera fortemente drammatica, Mulan ha l’importante pretesa di attirare l’attenzione di un pubblico più maturo, oltre che confermare quello che già si è conquistato negli ultimi anni.

Moltissime recensioni uscite nel marzo scorso, periodo in cui il film avrebbe dovuto debuttare in sala, sono entusiaste nel sottolineare il valore dell’opera.

Lo farò anche io in questo articolo?

Il cast di Mulan

Il cast, per ovvie ragioni, è formato da tutti attori provenienti dal sol levante.

La protagonista è la brava ed espressiva Liu Yifei, attrice cinese che ha anche lavorato in film americani ed europei come Outcast – l’ultimo templare del 2014 e Era mio nemico del 2017.

Il comandante Tung viene interpretato da Donnie Yen, esperto maestro di arti marziali e attore di moltissimi film d’azione (la saga di Ip man), mentre il ruolo della strega è stato dato a Gong Lì (Miami Vice di Micheal Mann, Lanterne rosse di Zhang Yimou).

Menzione speciale per Jet Li, attore diventato una leggenda negli anni ’90 per i film sulle arti marziali, nel ruolo dell’imperatore.

Gli unici attori non cinesi sono Jason Scott Lee (una piccola parte in Ritorno al futuro II, Soldier di P.W.

S Anderson e altri) e Rosalind Chao (Crimini invisibili di Wim Wenders e Quel pazzo venerdì del 2004), entrambi naturalizzati americani ma di chiare origini asiatiche.

La trama del film

Costretti a difendersi dall’invasione di un gruppo di dissidenti capeggiati dal guerriero Bori Khan, l’imperatore della Cina emette un editto che obbliga ogni famiglia del paese a portare sul campo di battaglia un maschio capace di combattere.

La famiglia Hua non ha eredi guerrieri, ma solamente due figlie femmine. Però una di queste, Mulan, che fin da bambina ha dimostrato di possedere talenti e predisposizioni non da dama, ruba l’armatura e la spada del padre per unirsi all’esercito.

Attenta a non far scoprire la sua identità di donna, per cui verrebbe punita con la morte e disonore sulla sua famiglia, Mulan affina i suoi talenti, dimostrando di essere anche una strega dai poteri sovrannaturali con cui salverà l’imperatore, che in cambio la farà diventare ufficiale a capo dell’esercito.

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La recensione di Mulan

Il film ha deluso me e tanti altri.

Mulan di Niki Caro non è un film fatto male, anzi tutt’altro. Le ambientazioni storiche, la fotografia e i paesaggi della Cina riportano gli spettatori ai fasti del grande impero, con una cura del dettaglio davvero encomiabile, dalle armature a tutti gli oggetti di scena.

Allo stesso modo possiamo lodare la prova interpretativa della protagonista Liu Yufei, brava nel rendere Mulan profonda e mai caricaturale (soprattutto grazie ad una buona espressività degli occhi).

Quindi, il problema è la sceneggiatura: del cartone del 1998 si svuota tutta l’ironia sulla sessualità confusa di Mulan, di cui il capitano Shang si era innamorato credendola un uomo.

Lo scavo psicologico viene appiattito verso una sola direzione: Mulan combatte il sistema patriarcale e maschilista per affermare, o meglio gridare, la propria dignità di donna.

Tematica doverosa e attuale, ma se foraggiata in questa modo tocca risultati stucchevoli, soprattutto se la sceneggiatura elimina punti di interesse solo in favore di quest’ultimo.

In più la casa di produzione, per venir incontro al target delle famiglie, censura nelle battaglie qualunque tipo di dettaglio cruento, con scontri coreografati ed edulcorati dove non si mostra nemmeno per un momento sangue o ferite, facendo così cadere qualsivoglia realismo.

Mulan contraddice sé stesso.

Cerca di essere più maturo al livello visivo, con un’atmosfera drammatica da film impegnato, ma nei contenuti conferma di essere un prodotto perfetto per i più piccoli.

Quindi se avete dei bambini, non vi pentirete dell’acquisto perché si innamoreranno all’istante di questo film.

Sono esperto di Cinema e curo la sezione "cinema" di Notizie.it. Mi sono laureato al Dams di Bologna e tratto di film quasi ogni giorno tra il mio canale youtube "Il signor Arkadin" e il mio blog personale "Le follie di Spyke". Ho avuto qualche esperienza di set indipendente, soprattutto in veste di soggettista e sceneggiatore.


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Ascanio Bonelli

Sono esperto di Cinema e curo la sezione "cinema" di Notizie.it. Mi sono laureato al Dams di Bologna e tratto di film quasi ogni giorno tra il mio canale youtube "Il signor Arkadin" e il mio blog personale "Le follie di Spyke". Ho avuto qualche esperienza di set indipendente, soprattutto in veste di soggettista e sceneggiatore.

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