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Qualcuno volò sul nido del cuculo: recensione, cast e trama

Recensione del film cult anni '70 diretto da Milos Forman "Qualcuno volò sul nido del cuculo" che valse il premio Oscar a Jack Nicholson.

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Su Netflix è disponibile la serie tv Ratched (2020) basata sul personaggio della capo infermiera Mildred Ratched, presente nel film cult anni ’70 Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) diretto dal cecoslovacco Milos Forman che gli valse l’Oscar come miglior regista nel 1976, con protagonista Jack Nicholson che vinse il suo primo Oscar come miglior attore protagonista.

La trama di Qualcuno volò sul nido del cuculo

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Randle Patrick McMurphy (Jack Nicholson) è un carcerato che arriva nell’ospedale psichiatrico di Salem fingendosi malato mentale per sfuggire alla vita carceraria e tentare la fuga in Canada.

Grazie al suo spirito anticonformista contro il personale dell’ospedale e le sue regole, forma attorno a sé un gruppo di degenti con cui passa le giornate facendogli capire come non siano solo dei malati mentali ma delle persone con diritti, bisogni e sentimenti.

L’anticonformismo di Patrick dovrà però scontrarsi con l’intransigenza della capo infermiera Ratched che bloccherà tutte le sue iniziative per rendere il soggiorno più disciplinato.

Il cast del film

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Protagonista della pellicola uno straordinario Jack Nicholson che si consegna per sempre alla storia del cinema e nell’immaginario comune, così come la rigida capo infermiera interpretata da Louis Fletcher che vinse il premio Oscar come miglior attrice protagonista.

Fanno parte del cast un esordiente Christopher Lloyd, che poi interpreterà ruoli iconici come l’eccentrico scienziato Emmet Brown nella trilogia di Ritorno al Futuro e il giudice Morton nel film Chi ha incastrato Roger Rabbit (R. Zemekis, 1988), e un giovane Danny DeVito alla prima importante interpretazione nel mondo del cinema.

La recensione

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Randle Patrick McMurphy è la scheggia impazzita di libertà che con il suo anticonformismo tenta di rompere il giogo della dittatura della terribile capo infermiera che vede i degenti come persone impossibilitate alla riabilitazione e destinate a morire là dentro, perché non adatti a vivere in società.

Il personaggio di Jack Nicholson farà capire ai vari pazienti che loro non sono solo dei malati ma persone con dei bisogni e dei diritti continuamente calpestati in un ambiente che non riabilita, e che è più simile a una prigione, forse peggiore di quella da cui proviene Rendle.

A fare da contraltare a quest’ultimo il “Grande capo” Bromden (Will Sampson), un nativo americano degente nella struttura muto per scelta per paura di commettere gli stessi errori dei suoi antenati.

Bromden è un personaggio silenzioso che comprenderà la lezione di McMurphy e deciderà di scappare sradicando il lavabo che già il protagonista tentò di rompere senza successo, non prima di aver liberato il suo amico da ogni sofferenza in uno dei finali migliori della storia del cinema. Un vero proprio inno alla vita e alla libertà.

Una palese critica di Milos Forman ad un sistema, quello dei manicomi statunitensi, che trattava i malati come bestie sottoposti a trattamenti oggi considerati disumani, come la lobotomia e l’elettroshock, e relegandoli a marcire nelle celle e nei saloni delle strutture.

Un film che tutti gli appassionati di cinema dovrebbero vedere, soprattutto se avete intenzione di iniziare la nuova serie Netflix Ratched, spin off di questo splendido capolavoro del cinema.

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