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Quentin Tarantino: tutta la filmografia del famoso regista americano

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Retrospettiva sui film di Quentin Tarantino, il celebre regista americano, autore di cult come Le iene, Kill Bill e Pulp Fiction

Quentin Tarantino è uno dei registi più amati, chiacchierati, idolatrati e (purtroppo) imitati al mondo.

Approfittando dell’uscita in streaming su Netflix di Django Unchained, uno dei suoi più grandi successi, cogliamo l’occasione per ripercorrere la straordinaria carriera di questo celebre autore.

Negli ultimi 25 anni Quentin Tarantino ha indubbiamente segnato la storia del cinema, influenzando l’immaginario collettivo e le menti di molti cinefili.

Ogni suo nuovo film è sempre atteso spasmodicamente, il suo nome in cartellone richiama in sala folle oceaniche di persone, pari, forse, solo a quelle che riesce a radunare Christopher Nolan.

Con il regista inglese si gioca il primo posto nella classifica dei registi più famosi del ventunesimo secolo grazie alla sensazionale pubblicità di cui godono presso il web e i media tradizionali.

Da Le iene a Grindhouse

Quentin Tarantino nasce a Knoxville. Tennesse, il 27 marco 1963.

Suo padre, Tony Tarantino, è un musicista e attore italoamericano. La madre, Connie McHugh è un infermiera americana di origini irlandesi.

Quentin cresce senza l’affetto del padre, dato che l’uomo lascia la madre prima della sua nascita. Connie si trasferisce in California con il piccolo figlio. Qui conosce il musicista Curt Zastoupil, che diviene padre adottivo di Quentin.

Qualche anno dopo, la famiglia si trasferisce nella città di Los Angeles. Quentin è sempre più cinefilo e trova impiego presso il videonoleggio di Manhattan Beach, dove conosce Roger Avary.

Durante questo periodo Tarantino cerca di girare il suo primo film coinvolgendo i colleghi del videonoleggio ma purtroppo è sfortunato; il laboratorio di sviluppo commette un grosso errore e distrugge la pellicola.

Tarantino allora si dedica alle sceneggiature.

Vendendo quella di Una vita al massimo e Assassini nati – Natural Born Killers si pone all’attenzione di Hollywood.

La sceneggiatura de Le iene arriva nelle mani di Harvey Keitel (Taxi Driver), che, entusiasta, si offre a Tarantino come attore e coproduttore.

Incentrato sulle disavventure di un gruppo di eleganti rapinatori, Le iene è un clamoroso successo.

Ne Le iene sono già presenti tutte le caratteristiche dei suoi film: situazioni e personaggi paradossali, lunghi dialoghi, splatter, montaggio frammentato e soprattutto tanto e vorticoso cinema postmoderno.

Con il successivo Pulp Fiction e la vittoria della Palma d’oro 1994 per Tarantino è già tempo di consacrazione definitiva.

Dopo essersi divertito nel film a episodi Four Rooms, Tarantino realizza Jackie Brown. La pellicola non viene capita ed è ancora oggi poco considerata.

Dopo qualche anno di pausa, Tarantino si affaccia nuovamente sulla scena mondiale con Kill Bill, un grande affresco sulla passione per la cultura giapponese e un ottimo esempio di grande tecnica cinematografica.

Tarantino è ormai a tutti gli effetti un istituzione e quando si raggiunge l’onnipotenza vien facile “andare in ferie”.

La vacanza si chiama Grindhouse, un omaggio al cinema di serie B che udite, udite, è egli stesso un film di serie B.

Pulp Fiction

Attraverso una narrazione volutamente frammentata, il film diverte e si diverte a giocare con se stesso e con lo spettatore.

I dialoghi, anche quelli presi da altri film non conosciuti al grande pubblico, diventano cult. Le vicissitudini paradossali dei personaggi entusiasmano e danno assuefazione.

È innegabile che la mente che c’è dietro tutto questo è una di quelle che sa perfettamente quello che sta facendo.

Il cast è fantastico: John Travolta (Grease), Samuel L. Jackson (The Spirit), Uma Thurman (Kill Bill), Bruce Willis (Die Hard), Tim Roth, Ving Rhames (Mission: Impossible – Fallout) e Harvey Keitel.

Con Pulp Fiction, il cinema postmoderno diventa un sistema, una scienza esatta, integrandosi totalmente con la narrazione fino a perdersi del tutto, in un gioco di riferimenti e rimandi infinito.

Bastardi senza gloria

Tarantino torna a fare sul serio prendendo spunto da un vecchio film di Enzo G. Castellari del 1977, Quel Maledetto treno blindato, uscito negli Stati Uniti con il titolo The Inglorious Bastards.

Il cast è quanto mai azzeccato: Christoph Waltz (Carnage) vincitore dell’Oscar come migliore attore non protagonista, Mélanie Laurent (Enemy), Bread Pitt (Seven), Michael Fassbender (Shame), Diane Kruger (Oltre la notte).

Seguendo le orme del suo idolo, Sergio Leone, Tarantino decide di riscrivere la Storia con il cinema e realizza un film molto maturo e solido.

Gli ultimi film

Il 2010 si apre con un grave lutto nella vita e nel cinema di Tarantino. Viene a mancare la sua amica e montatrice Sally Menke.

Nel 2012 Tarantino gira Django Unchained. Tre anni più tardi è la volta di The Hateful Eight.

Nel 2019 esce l’ambizioso C’era una volta a… Hollywood. Il lavoro di scenografia, fotografia e costumi è eccezionale.

Il film verrà ricordato per la prova di Pitt, la scena al ranch e per l’inedito romanticismo di fondo.

Peccato per il montaggio e le continue citazioni cinematografiche che non portano avanti la storia e sono pura masturbazione intellettuale.

Da ricordare nel cast anche la presenza di Leonardo DiCaprio (Revenant) e Margot Robbie.

Secondo la volontà dello stesso regista, il prossimo dovrebbe essere il suo ultimo film. Pare voglia dedicarsi solo alla scrittura.

Se questo è quello che vuole va bene. Altrimenti spero che Tarantino torni a divertire come faceva un tempo, senza pretenziosità.


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