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Ad Astra: cast e trailer del film in streaming

Recensione di Ad Astra, film sci-fi disponibile in streaming su Sky, diretto da James Gray, con Brad Pitt protagonista e presentato a Venezia.

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Ad Astra è disponibile in streaming su Sky! L’atteso sci-fi è diretto dall’apprezzato regista statunitense James Gray (I padroni della notte) e scritto dallo stesso insieme a Ethan Gross.

Al botteghino, il film ha incassato meno di quanto sperato dai produttori e dalla 20th Century Studios che l’ha distribuito: costato quasi 90 milioni di dollari ne ha incassati 133.

Ad Astra è stato presentato nel 2019 in concorso alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e ha ottenuto una nomination all’Oscar per il miglior sonoro.

Il cast

Gray e Gross costruiscono l’intero film su un personaggio: il maggiore Roy McBride interpretato dal redivivo Brad Pitt (C’era una volta a… Hollywood). Il misterioso padre del maggiore, l’astronauta H. Clifford McBride, lo impersona la garanzia Tommy Lee Jones (Non è un paese per vecchi).

La ricordata ex compagna del maggiore, Eve McBride, ha il dolce volto di Liv Tyler (Armaggedon). Ruolo secondario ma fondamentale ai fini narrativi per l’attrice etiope Ruth Negga (Loving – L’amore deve nascere libero).

Non possiamo non citare la straordinaria partecipazione del mitico Donald Sutherland (Mash).

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La trama

In un futuro prossimo l’uomo ha esplorato una buona parte del sistema solare interno.

Ha conquistato la Luna, Marte… e vuole continuare. Ma dei misteriosi picchi di energia minacciano la vita sulla terra.

Il maggiore Roy McBride viene informato dal Comando Spaziale Statunitense che l’origine dei picchi potrebbe provenire da un danneggiamento del sistema che alimentava la base del Progetto LIMA: la missione comandata da suo padre, il leggendario astronauta Clifford McBride.

Fu lanciata 29 anni prima per cercare forme di vita intelligenti e non se ne hanno più notizie da 16 anni, da quando entrò nell’orbita di Nettuno. Informato del fatto che il padre potrebbe essere ancora vivo, Roy accetta di recarsi il più vicino possibile a Nettuno, per inviare delle trasmissioni con cui stabilire un contatto e cercare di fermare il fenomeno.

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La recensione

A volte è solo questione di sfortuna. Altre di testarda incoscienza. Oppure di un mix letale di entrambe le cose. Sta di fatto che Ad Astra parte da subito con i sfavori del pronostico, per così dire. Ed effettivamente poi si piega al suo inesorabile destino. Quello che mi pare di poter constatare è che il film di Gray soffra innanzitutto del semplice e inscindibile fatto di arrivare dopo i vari Gravity, The Martian, Interstellar e First Man, quest’ultimo era al Festival di Venezia appena un anno prima.

Non è solo la sempre “particolare” ambientazione dello spazio a causare stanchezza agli occhi e alle menti di chi guarda, quanto, più che altro, la riproposta dei medesimi temi e delle solite dinamiche. Si tratta, in sostanza, dell’ennesimo film con un astronauta che deve andare nello spazio per risolvere un problema personale legato all’abbandono/perdità di un amore, di un famigliare.

L’effetto Déjà vu, uno dei “pericoli” maggiori del cinema contemporaneo, in Ad Astra non lascia scampo. Quindi il problema di Ad Astra è solo questo? L’essere uscito nel momento sbagliato? No. Purtroppo, no. Magari fosse solo questo. Per quanto le intenzioni fossero molto buone, i difetti di questo lavoro mi fanno pensare che questo film forse era meglio non farlo proprio.

Senza dilungarmi troppo, ne cito tre o quattro, i più clamorosi: i dialoghi e il voice over (voce fuori campo) del protagonista rasentano il ridicolo per banalità e ovvietà. L’uccisione di un intero equipaggio da parte del protagonista rimane senza conseguenze. Francamente inammissibile. Il metodo utilizzato per raggiungere la nave è degno di Rambo III. Il metodo utilizzato per tornare sulla terra è credibile solo se ti chiami Iron Man.

Da questa recensione forse non si sarà capito, ma personalmente amo molto il cinema di Gray, il suo scandagliare la psiche umana. Mi auguro solamente che torni a farlo in contesti dove penso sia più lucido, a suo agio… sulla terra! Possibilmente in città, strade sporche, sulle rotaie di un metrò, tra poliziotti e criminali, ragazzi schiacciati e famiglie ingombranti.

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