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Drive: trama, recensione e trailer del film su Netflix

Recensione di Drive, film disponibile in streaming su Netflix, diretto da Nicolas Winding Refn, con Ryan Gosling protagonista

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Drive è disponibile in streaming su Netflix!

Il film diretto dal famoso autore danese Nicolas Winding Refn (The Neon Demon) è basato sull’omonimo romanzo di James Sallis. Dopo alcuni notevoli film girati in patria e in lingua inglese, con Drive, Refn ha potuto incontrare la definitiva consacrazione a livello mondiale.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2011, il film si è aggiudicando l’ambito Prix de la mise en scène per la miglior regia.

Il cast di Drive

Il pilota protagonista è interpretato da Ryan Gosling (La la land), che dopo questa esperienza costruirà un sodalizio artistico con l’autore danese. Carey Mulligan (Shame) è nei panni di Irene, la giovane madre di cui il pilota s’innamora. Bryan Cranston (Last Flag Flying) è Shannon, il meccanico amico del pilota. Albert Brooks (Zona d’ombra) interpreta il boss Bernie Rose.

Oscar Isaac (Star Wars: L’ascesa di Skywalker) è Standard Gabriel, il marito di Irene.

Altri ottimi attori compongono il cast: Christina Hendricks, Ron Perlman, Kaden Leos, Jeff Wolfe, James Biberi, Russ Tamblyn, Andy San Dimas.

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La trama del film

Oltre a lavorare come meccanico e stuntman cinematografico a Hollywood, un misterioso pilota arrotonda prestando servizio come autista per alcuni rapinatori di banche.

Il suo datore di lavoro, Shannon, è un meccanico che in passato ha avuto problemi con la mafia.

Bernie Rose, conoscente di Shannon, vuole creare una scuderia automobilistica per correre nella NASCAR. Shannon propone di arruolare il suo abile aiutante come pilota.

Sotto la grossa armatura di silenzi ed espressioni neutre, il taciturno pilota pare provare dei sentimenti per Irene, una giovane donna indifesa che vive con il figlio Benicio nel suo palazzo. L’arrivo di Standard Gabriel, il marito scarcerato, sembra troncare la possibilità che il rapporto tra i due abbia ulteriori sviluppi.

Una sera, il pilota trova il marito di Irene ferito e vede due uomini allontanarsi. Standard deve del denaro per la “protezione” avuta in carcere. I due gli hanno proposto di compiere una rapina a un banco dei pegni per estinguere il debito.

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La recensione

Gangster e sentimentale. Un binomio classico e molto amato dal pubblico così come dalla critica. Il lavoro di Refn vive di un incipt e di un’idea di base estremamente interessanti e corposi. Il regista danese mette in campo tutte le sue conoscenze filmiche per realizzare un’opera dal battito cardiaco a metà tra l’energico Bronson e il contemplativo Valhalla Rising – Regno di sangue.

Gettando, di fatto, le basi per le sue opere successive condizionate da un estremismo fotografico spesso sciccoso e una concettualità ridondante se non addirittura, a volte, banale. Se Drive parte piuttosto bene, per quanto mi riguarda, non si può dire che prosegua allo stesso modo.

Il film dà l’impressione di fare fatica a mettere la quarta quando deve. Trasuda stanchezza e si accontenta di facili risoluzioni vivendo di sporadiche folate di vento. Il costante ripiegare verso il citazionismo, il suo frullare mondi cinefili conosciuti, non incanta, non gli permette di decollare, soprattutto agli occhi di chi sa vedere oltre la patina.

Lo stesso mutismo verbale ed espressivo del pilota, interpretato dall’impegnato Gosling, in certi momenti, purtroppo, risulta forzato e poco credibile. Nulla a che vedere con quello che riuscirà a fare nel successivo Solo dio perdona.

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