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These Final Hours: recensione, trama e tralier del film australiano

Recensione del film catastrofico australiano These Final Hours, disponibile in streaming su Prime Video

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In streaming su Amazon Prime Video il film fantascientifico catastrofico australiano These Final Hours (2013) diretto da Zack Hildich.

Trama

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Un meteorite si è scontrato con la terra portando ad un inevitabile cambiamento climatico lasciando circa dodici ore di vita agli abitanti dell’Australia che da lì a poco saranno raggiunti da una mortale tempesta di fuoco che sterminerà tutte le forme di vita.

James (Nathan Philips) e l’amante Zoe (Jessica De Gouw) hanno il loro ultimo rapporto sessuale dove lei gli rivelerà di essere in cinta, poco prima che lui lasci la casa sul mare per partecipare ad una grande festa formata da amore libero, alcool e droghe per concludere al meglio le ultime ore di vita sul pianeta Terra.

Durante il tragitto incontrerà una bambina di nome Rose (Angourie Rice) che non riesce più a trovare suo padre, scomparso nel nulla mentre si recavano dalla zia in una cittadina poco distante da lì.

James si prenderà a cuore la piccola e, dopo aver trascorso qualche ora alla festa, deciderà di accompagnarla dalla zia tra mille difficoltà e persone che gli vorranno fare la pelle.

Cast del film

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Il protagonista è interpretato da Nathan Philips, attore australiano che ha recitato nel cult horror Wolf Creek (Greg McLean, 2005) per cui ottiene l’attenzione internazionale che lo porterà negli USA a recitare nella piccola produzione del film Snakes on a Plane (David R. Ellis, 2006) dove recita accanto a Samuel L. Jackson.

Zoe è interpretata da Jessica De Gouw famosa per aver interpretato alcuni personaggi nel piccolo schermo in serie famose come Dracula (NBX, 2013-2014), Underground (WGN America, 2016-2017) e Arrow (The CW, 2012-2020). Di recente ha inoltre interpretato i ruolo di Holda nel film horror Gretel e Hansel (Oz Perkins, 2020).

La piccola Rose è interpretata dalla giovane attrice Angouire Rice che ha preso parte a pellicole hollywoodiane e blockbuster come The Nice Guys (Shane Black, 2016), Spider-Man: Homecoming (Jon Watts, 2017) e il suo seguito Spider-Man: Far from Home (Jon Watts, 2019).

Recensione

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Quando il mondo comincia a crollare ci sono due tipi di comportamenti: chi come gli amici di James si danno alle orge e alle assunzioni di droghe godendosi ogni secondo prima della fine, oppure chi si riunisce con la propria famiglia pregando e pentendosi per i propri peccati.

James si trova in questo limbo tra godersi gli ultimi istanti festeggiando oppure trascorrere le sue ultime ore con l’amante Zoe. Rose sarà la variabile impazzita che riuscirà che riuscirà a far capire a James ciò che veramente desidera e su come passare gli ultimi istanti della sua vita.

Si tratta di un film semplice, sia nella regia sia nella sceneggiatura, che riesce comunque a far luce sull’interiorità dell’essere umano e sulla sua perseveranza anche quando tutto sembra ormai perduto. Di come il cinismo non è tipico del genere umano ma è spesso frutto di una scelta e che non tutti siamo mostri.

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