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Trama e recensione del film Mai raramente a volte sempre

Recensione del film Mai raramente a volte sempre, disponibile in streaming, scritto e diretto da Eliza Hittman, Orso d'argento al Festival di Berlino

Mai raramente a volte sempre è disponibile in streaming su varie piattaforme tra cui Amazon Prime e Infinity.

Il film, scritto e diretto da Eliza Hittman (tredici), ha ricevuto numerosi premi dalla critica e da alcuni festival importanti, tra cui: Orso d’argento al Festival di Berlino e premio speciale della giuria: U.S.

Dramatic al Sundance Film Festival. Spiccano, inoltre, ben 7 candidature ai prossimi Indipendente Spirit Award che si terranno ad Aprile.

In Italia, il film è stato distribuito nei cinema durante la scorsa estate da Universal Pictures.

Il cast del film

Lavoro casting esemplare per una storia da raccontare attraverso pochi e cruciali personaggi. Innanzitutto, nei panni di Autumn, la ragazza protagonista del film, possiamo ammirare l’interpretazione dell’attrice esordiente Sidney Flanigan.

Al suo fianco, Talia Ryder, anche alle prese con un convincente esordio, interpreta Skylar, la cugina. Sharon Van Etten (The OA) interpreta la madre di Autumn mentre a Ryan Eggold (BlacKkKlansman) è affidato il ruolo del patrigno.

Théodore Pellerin (Family First) è Jasper.

La trama del film

Stati uniti, piccolo paesino della Pennsylvania. Autumn è un’adolescente che conduce una vita tranquilla, lavorando come cassiera in un supermercato. Le cose precipitano quando scopre di essere incinta. Siccome nel suo stato non è consentito abortire, con l’aiuto della cugina, Skylar, racimola un po’ di soldi per partire.

Arrivate a New York si trovano a fare i conti con un’enorme città sconosciuta, enorme come la decisione da prendere.

La recensione

È proprio il caso di dirlo, Mai raramente a volte sempre è un film speciale. Del resto, lo si evince già dal titolo. È speciale perché consente alla giovanissima Sidney Flanigan di esordire come protagonista in un ruolo intenso e memorabile.

Così come Talia Ryder, la sua compagna di viaggio. È speciale perchè in ogni fase del racconto si mostra per quello che è.

Senza fronzoli o effetti particolari, lontano da furberie o manie di protagonismo. Ci si muove in un ambito intimo e timido, decentrato, persino poetico nella sua semplicità.

Tutto ha senso, esiste, ci parla, ci racconta di uno stato d’animo, sa di paura e umano conforto. Il suo divenire davanti ai nostri occhi è costellato di sola vita.

Quella che conosciamo o pensiamo di conoscere, quella interiore, quella di Autumn, e quella che Autumn stessa deve decidere se dare o meno. Ammirevole la gestione sintomatica del tempo. Entriamo e usciamo di scena sempre nei momenti opportuni, con una delicatezza di rara bellezza.

Eliza Hittman mostra personalità e coerenza anche nella scelta di cosa e quando inquadrare, qualità fondamentale per poter fare dell’ottimo cinema.


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