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L’INTERVISTA DELLA SETTIMANA: Luca Sebis

Per “L’intervista della settimana”, oggi parliamo con Luca Sebis, un giovane Designer italiano e del suo inedito progetto “LAMPA”, che sarà presentato al London Design Festival proprio in questi giorni.

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

“Ho 34 anni, mi occupo di design praticamente da sempre. Sin da piccolo amavo disegnare, a 10 anni ad esempio ideai il motorino coperto, quando ancora la BMW forse non ci aveva ancora pensato!Nascendo in una famiglia dove i muratori abbondavano, spesso seguivo mio padre nei cantieri in cui lavorava, e sognavo di diventare architetto per costruire case e grattacieli un giorno. Il mio sogno si realizzo, studiando Architettura a Firenze. Nell’attuale mi occupo di progettazione di stand fieristici, per negozi o aziende e da poco sono entrato nel mondo del design.

L’obiettivo futuro? sicuramente riuscire a creare una struttura polivalente in grado di progettare, come diceva Gropius <<dal cucchiaio alla città>>!”

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

“Credo di non aver nessun punto di riferimento. Il design deve essere interiore, una qualità che sboccia naturalmente come un fiore che và curato giorno per giorno. Naturalmente, ammiro grandi personaggi come Ettore Sottsass e Bruno Munari.”

3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

“Non c’è una vera e propria ricetta per arrivare all’ispirazione, spesso alcuni oggetti me ne comunicano degli altri, proiettandomi nella dimensione di una creazione futura.”


4) Il progetto a cui sei più legato e perché?

LAMPA, presentata questi giorni al London Design Festival, è una lampada che in maniera semplice e pulita, sintetizza l’illuminazione d’arredo classica, ammodernando i materiali utilizzati.

Infatti lungo tutti i suoi contorni, una striscia led dona un’aurea luminosa che conferisce un senso di luce soffusa. Grazie a lei finalmente sono riuscito a concretizzare la mia realtà lavorativa.” (Vedi foto in galleria)

5) Secondo te manca qualcosa nelle proposte dell’arredamento 2010 in Italia? Se si, saresti in grado di colmare tali carenze e con cosa?

“Le soluzioni di arredamento italiane spesso valorizzano la bellezza esteriore delle cose e badano poco alla funzionalità. Per colmare tale carenza darei più spazio alle menti giovanili, che mirino alla progettazione industriale e non al disegno (industriale), sotto tutti i punti di vista.”

6) Un desiderio che speri di realizzare entro il 2010/2011?

“Riuscire a far crescere il mio studio, grazie ad idee “utili” senza diventare un designer alla moda, dando così la possibilità alle aziende e al pubblico di scegliermi per un vero apporto di valore aggiunto sugli oggetti ideati, non solo perché belli esteticamente.”

Si ringrazia per la collaborazione il sito YoungDesigner

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