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L’INTERVISTA DELLA SETTIMANA:Francesco Sani

1) Parlaci di te/voi: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Mi sono laureato in Architettura a Firenze nel 2003 con indirizzo Restauro Architettonico per poi scoprire il design industriale dopo la laurea. Da lì la passione mi ha permesso di far diventare quello che era cominciato come un gioco, un mestiere. Nel 2004 ho aperto il mio studio e da lì mi sono occupato di architettura di interni e di design di prodotto.

Nell’immediato il mio obiettivo è quello di perfezionarmi e di imparare, perchè questo lavoro è bellissimo, ma non bisogna fermarsi mai, nuove idee, nuove tecnologie, nuovi materiali… bisogna stare al passo per essere competitivi.
2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Amo quello che secondo me è il genio assoluto, Philippe Starck, perchè riesce sempre a stupire ed a portare qualcosa di nuovo senza scimmiottare vecchie idee.

Trovo molto interessante anche il lavoro di Fabio Novembre e Marcel Wanders, hanno una grande personalità ed i loro lavori sono sempre connotati da forti contenuti emozionali.

Dando un’occhiata al passato invece direi Joe Colombo, un visionario fuori dal tempo.
3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

I progetti migliori sono quelli che nascono in un attimo, da un’intuizione. A questa segue poi tutta una fase di perfezionamento, di verifica e di sviluppo tecnico, ma se c’è l’intuizione il prodotto viene fuori.

L’ispirazione? Sta in tutte le cose, di solito le idee migliori mi vengono mentre sono alla guida.
4) Il progetto a cui sei più legato e perché?

Il progetto a cui sono più legato è la lampada per esterni Vivaevegeta, la mia prima “intuizione”, ricordo ancora quando ho fatto i primi esperimenti con dei vasi inseriti l’uno nell’altro e delle lampadine nelle intercapedini.

Il progetto è del 2004, ma ci sono voluti 2 anni per perfezionarlo e renderlo commercialmente appetibile.
5) Secondo te manca qualcosa nelle proposte dell’arredamento 2010 in Italia? Se si, saresti in grado di colmare tali carenze e con cosa?

Sicuramente c’è bisogno di nuovi concetti più che di nuovi prodotti. Voglio dire che secondo me bisogna lavorare su nuove funzioni e strizzare l’occhio a nuovi stili di vita più che riproporre 100 divani tutti uguali dove alla fine si vende sempre quello che costa meno.

Spero di riuscire a proporre in futuro prodotti ispirati a tali principi, non so se ce la farò, ma chi ci riuscirà avrà sicuramente la strada spianata.
6) Un desiderio che speri di realizzare entro il 2010/2011?

Ho dei progetti in ponte anche con grosse aziende, spero al prossimo Salone del Mobile di vederli e di consolidare così la mia professionalità.

Di più non dico per scaramanzia.

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