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Livorno, il tribunale riconosce una famiglia con due papà

Il Tribunale di Livorno ha consentito la rettifica dei certificati di nascita di due bambini nati negli Stati Uniti.

Livorno

I giudici del Tribunale di Livorno hanno permesso di rettificare certificati di nascita relativi a due bambini nati negli Stati Uniti. In questo modo, i due piccoli risultano essere figli di entrambi i padri con i quali sono cresciuti. Lo stato di famiglia era comunque stato già riconosciuto dalle autorità americane. Questa trascrizione consentirà anche all’ordinamento italiano di fare la stessa identica cosa.

La sentenza del Tribunale di Livorno

Il Tribunale di Livorno ha deciso di emettere un decreto con il quale ha permesso la rettifica dei certificati di nascita di due bambini che sono nati negli Stati Uniti. Questa sentenza consentirà alle autorità italiane (dopo che quelle americane lo avevano già fatto) di riconoscere i due piccoli come figli di entrambi i padri con i quali sono nati e cresciuti.

La decisione è stata presa la scorsa settimana, ma è stata resa nota solamente in questi ultimi giorni.

La coppia vive insieme a Livorno dal 1986. I due padri, 57 e 54 anni, sono soci di Famiglie Arcobaleno dal 2007. Oltre ai due bambini avuti grazie alla procedura della “gestazione per altri” negli Stati Uniti, hanno anche un altro figlio. I due genitori si sono dichiarati felicissimi e hanno voluto ringraziare la loro avvocata, ma anche il Tribunale di Livorno per la serenità con la quale hanno affrontato il caso. Infine, hanno voluto ringraziare anche Famiglie Arcobaleno per il sostegno ricevuto.

Le reazioni

Anche Marilena Grassadonia, presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno, ha voluto commentare la decisione presa dal Tribunale di Livorno: “Il decreto del Tribunale di Livorno è un nuovo passo in avanti nel riconoscimento dei nostri diritti proprio mentre la campagna elettorale è per noi molto deludente”.

La Presidente dell’associazione se l’è presa con alcuni politici, che secondo lei hanno il coraggio di chiedere addirittura di fare dei passi indietro rispetto alla legge relativa alle unioni civili. Inoltre, ha ribadito che non vuole sentire parlare di “stepchild adoption”. La sua volontà è quella di avere diritti pieni per le loro famiglie. Marilena Grassadonia ha poi voluto ricordare che la responsabilità genitoriale è qualcosa di importante e seria, sulla quale Famiglie Arcobaleno non è disposta “ad accettare sconti o soluzioni al ribasso”.

Di tutt’altro avviso invece Giorgia Meloni, candidata premier per Fratelli d’Italia, che con un post pubblicato sul suo profilo Facebook ha dichiarato la sua contrarietà sulla decisione presa dal Tribunale di Livorno. Nel messaggio, infatti si può leggere: “Sono scioccata dal decreto del Tribunale di Livorno che riconosce di fatto le adozioni gay e la barbarie dell’utero in affitto.

È una scelta sovversiva, contraria alla legge italiana e alla sovranità del Parlamento che ha chiaramente detto no alla stepchild adoption. Fratelli d’Italia al Governo metterà la parola fine a questo far west: se ai giudici non sembrano abbastanza chiare le leggi italiane, scriveremo nella Costituzione che un bambino ha diritto ad avere un padre e una madre”.

Un caso simile era capitato nel marzo 2017, quando il Tribunale di Firenze, per la prima volta in Italia, aveva riconosciuto l’adozione di due bambini da parte di una coppia gay.

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