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Lo scenario: cosa succede se Gazprom taglia il gas all’Occidente

Il "pugno duro" di Mosca e il rischio economico ed energetico: cosa succede se Gazprom taglia il gas all’Occidente e come sono messi i paesi europei

Lo scenario italiano: che succede se Gazprom taglia il gas?

Lo scenario è inquietante ma non ancora drammatico, è quello che prova a capire cosa succede se Gazprom taglia il gas all’Occidente. Il fattore di risultanza è evidente: bollette più alte. Da un lato come reazione immediata è scattata la corsa degli stati agli stoccaggi, dall’altro c’è una specie di febbrile attesa per le dichiarazioni di Putin da San Pietroburgo.

Il dato è che il colosso russo Gazprom, il colosso statale russo del metano, ha annunciato la sua intenzione di ridurre del 40% i volumi di gas inviati verso l’Ue.

Gazprom taglia il gas all’Occidente: lo scenario

La “via” è quella del gasdotto tra Russia e Germania, il Nord Stream 1. Le sanzioni e la situazione attuale fanno pensare ad una ritorsione pilotata perché le stesse avrebbero rallentato la riparazione e il ritorno di alcune componenti del compressore Baltic Portovaya.

Gazprom ha spiegato che “al momento, solo tre compressioni possono essere utilizzati alla stazione di Portovaya. E ciò che possono fare è pompare 100 milioni di metri cubi di gas al posto dei 167 programmati”.

Tutti in attesa del discorso di Putin al Forum

In questo momento buona parte dell’Occidente è in attesa di conoscere le intenzioni di Vladimir Putin nel discorso che fra due giorni terrà al Forum economico di San Pietroburgo.

E i mercati? Open spiega che “ad Amsterdam le quotazioni del gas sono salite del 17% a 97 euro al megawattora”. La corsa è quella agli stoccaggi, con la Germania che è in preallarme perché del 90% a cui aspira ha in “cassa” soltanto poco più del 7%. E noi come stiamo messi? Da Roma Arera fa sapere che gli stoccaggi dell’Italia sono saliti ormai al 52%.

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