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Lo stile di Monti

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Toni pacati, scelta misurata delle parole.
Riguardo istituzionale, richiamo alla coesione e al rispetto.
Questo è il linguaggio del neo premiere che segna la svolta dopo Silvio.
Berlusconi ha saputo come nessuno parlare alla pancia del paese.
Monti invece ambisce a colpire il cervello dei cittadini.
Ci dovremo abituare e sarà una pacchia per una volta tornare indietro per andare avanti.
Cambiare tutto per cambiare tutto.
Tempo tre giorni a palazzo Giustiniani dal suo arrivo, l’aria era già cambiata.

Dai fasti delle residenze estive e invernali, dalle corti di città e di campagna, si è passati al neorealismo di un disimpegno davanti allo studio improvvisato del Palazzo.
Forse è l’attivo di un nuovo statuto per l’Italia .
Un codice Monti dopo Silvio.

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