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Lo studio: rischio alto di deficit visuocostruttivo per i pazienti reduci dal Covid lieve

Difficoltà in aritmetica, scrittura, alla guida e perfino nello sport: il rischio alto di deficit visuocostruttivo per i pazienti reduci dal Covid lieve

Le scansioni cerebrali del professor Guervain

Esiste uno studio sul rischio alto di deficit visuocostruttivo per i pazienti reduci dal Covid lieve e Advanced Psychological Assessment illustra cause ed effetti di un fenomeno studiato da scienziati brasiliani. A studiare il fenomeno un team di ricerca guidato da scienziati dell’Università Federale del Minas Gerais (UFMG), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Psichiatria della Scuola di Medicina USP di San Paolo, della sezione di Neurogenomica e Immunopatologia dell’Istituto René Rachou, del Centro per lo sviluppo della tecnologia nucleare (CDTN) e di altri istituti.

Si, ma quale fenomeno? Quello per cui sia il pazienti con Long Covid che quelli con Covid “light” possono andare incontro a deficit visuocostruttivi. 

Rischio di deficit visuocostruttivo con Covid lieve

Cosa sono? “Disturbi neuropsicologici legati alla difficoltà di coordinare abilità motorie più fini e spaziali”. Bene, è in parole più semplici? Difficoltà a manipolare mentalmente oggetti bidimensionali e tridimensionali e problemi nel disegnare, copiare, pianificare e organizzare correttamente le figure geometriche.

Il portale specializzato in neuropsicologia Advanced Psychological Assessment spiega che chi ha questo deficit ha un improvviso regresso aritmetico, alla guida e con la scrittura, poi può avere una goffaggine marcata nello sport anche non agonistico. Insomma, si tratta di una condizone che fa massa critica in negativo sulla qualità della vita

Il team che ha effettuato la ricerca

A coordinare i ricercatori è stato il professor Marco Aurelio Romano-Silva, che è docente presso il Centro per la Tecnologia di Medicina Molecolare (CTMM) dell’ateneo di Belo Horizonte, in Brasile.

Il testo ha riguardato 200 pazienti con sintomi da Long Covid, in prevalenza donne e con età media under 40  si cui il 60% era altamente istruito e con una condizione socioeconomica media. Ma cosa accade? Che quel deterioramento cognitivo “figlio” dell’infezione virale con il covid non è effetto di lesioni vascolari o neurologiche, ma di meccanismi per gran parte ancora sconosciuti ma scientificamente censiti. I pazienti sono stati sottoposti a un esame chiamato Neuroimaging FDG-PET, per analizzare cambiamenti cerebrali e potenziali correlazioni cliniche ed è emerso il deficit visuocostruttivo.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Molecular Psychiatry.

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