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Lombardo (Mpa) chiede altri tre mesi per l’approvazione del bilancio e l’Udc esce dall’aula
Politica

Lombardo (Mpa) chiede altri tre mesi per l’approvazione del bilancio e l’Udc esce dall’aula

Sembra che l’avventura di Lombardo presidente del Movimento per le autonomie, stia rischiando di concludersi negativamente. Infatti già al 31 dicembre non si era riuscita ad approvare la manovra economica per la regione Sicilia, e quindi Lombardo per avere più tempo e lavorare avrebbe richiesto altri tre mesi utili. Peccato che, su un voto fondamentale come quello dell’esercizio provvisorio bilancio regionale, L’Unione di Centro abbia preferito decidere autonomamente di non votare, uscendo dall’aula.
All’esercizio provvisorio si è dovuti appunto arrivare perché Lombardo e la sua giunta non sono riusciti a far approvare nei tempi previsti la legge finanziaria regionale: i conti non tornavano, e il governatore ha chiesto una dilazione fino a marzo per trattare con Roma, in particolare sulla spesa sanitaria. Ma le ragioni della dissociazione dell’Unione di centro sono tutte politiche, e più nazionali che siciliane. La capogruppo dei centristi in Regione, Giulia Adamo, dà una spiegazione molto minimal: “Ci siamo astenuti perché ci sembbrano eccessivi i tre mesi di esercizio provvisorio, con il rischio di un ulteriore e dannoso slittamento”.
Ma gli osservatori più addentrati nella politica isolana danno spiegazioni più complesse: tra Lombardo e l’Udc , secondo quanto scrive ad esempio il quotidiano La Sicilia, è partita “la gara intitolata: chi torna prima da Berlusconi”.
Infatti con l’arrivo del nuovo anno, sembra essere iniziato anche il disgelo dei rapporti del governatore con il Popolo delle libertà.

Dal coordinatore siciliano del partito di Berlusconi è arrivato un primo segnale di tregua: “Non si può andare avanti così, bisogna recuperare la dialettica del fare – dice Giuseppe Castiglione, che fino alla fine del 2010 è stato fiero oppositore del Lombardo quater – e sul piano dei fatti è urgente un accordo con le altre forze per superare questo periodo in cui la litigiosità è andata oltre ogni limite”. Dialogo “costruttivo”, naturalmente, sulle cose “concrete”, con la disponibilità a mettersi d’accordo “sulle priorità”.

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