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Londra: prosegue la rimonta dei Laburisti di Corbyn sui Conservatori

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Corbyn
Il leader Laburista, Jeremy Corbyn

Prosegue, tra lo stupore dei grandi media britannici e degli esperti di politica, la rimonta del Partito Laburista di Corbyn nei confronti di quello Conservatore a un paio di settimane dalle elezioni politiche dell’8 giugno nel Regno Unito.

Secondo un sondaggio effettuato da YouGov per il quotidiano Times, la formazione di Jeremy Corbyn è data infatti a un eccellente 38 percento, tre punti in più della precedente rilevazione, mentre i Tories della premier Theresa May ne perdono uno e si assestano al 43 percento, in caduta libera l’Ukip: sceso al 4 percento. Il sondaggio è stato effettuato a ridosso dell’attentato di Manchester.

La rimonta

La causa della rimonta però non è da ricercare nel tragico avvenimento, ma secondo gli esperti: nel nuovo programma elettorale dei Tories annunciato nei giorni scorsi, in particolare non sono piaciuti: i tagli ai benefici assistenziali agli anziani e ai disabili, oltre alla riduzione dei pasti gratuiti nelle scuole. Progetti che hanno provocato aspre critiche anche all’interno dello stesso partito conservatore, inducendo oggi la premier a fare una parziale marcia indietro sul welfare per gli anziani.

Di contro, il manifesto del Labour Party, prevede un programma “socialista” di nazionalizzazioni, istruzione gratuita e investimenti pubblici, nel dettaglio: Jeremy Corbyn intende elevare progressivamente la tassazione sulle imprese fino al 28% (il governo Tory ambisce a ridurre dall’attuale 20% al target del 17%), innalzare del 5% l’aliquota Irpef marginale, iniettare almeno 8 miliardi di sterline nel budget per l’assistenza, costruire 100mila case popolari, eliminare i contratti a “zero ore”, forme estreme di occupazione precaria che, francamente, meritano di essere quantomeno riformate.

Parlando realisticamente, anche con 9 punti i Tories vincerebbero, ottenendo una maggioranza di 45 seggi contro quelle attuale di 15, ma di molto inferiore ai 100 seggi pronosticati il mese scorso quando la leader conservatrice ha indetto le elezioni anticipate. Corbyn e i laburisti hanno quindi, quindici giorni di tempo per ridurre ulteriormente il distacco e aspirare a una clamorosa sorpresa.

La preoccupazione

Una cosa è certa: ora, i Conservatori sono preoccupati, anche perchè la loro leader, Theresa May sta facendo una pessima campagna elettorale: più resta sotto i riflettori dei media, meno appare convincente il suo ripetitivo slogan su una leadership “forte e stabile”.

Per questo motivo i conservatori hanno virato verso la “classica” strada degli attacchi personali contro il leader Labour. L’ultimo è relativo a una frase sbagliata sull’IRA: Corbyn ha detto che tutte le bombe sono sbagliate invece di condannare l’esercito repubblicano irlandese in maniera palese. Una frase che era da evitare, ma il leader della “sinistra” inglese troppo spesso rimane fedele a se stesso e a delle formule del passato che avevano molto senso negli anni della sua formazione e del thatcherismo ma ne hanno molto meno adesso. Ma dalla sua, Corbyn ha il carisma capace di muovere grandi masse di giovani, resta da vedere però se questo elettorato giovane e le minoranze sapranno andare alle urne, tra quindici giorni, per sostenere i laburisti.

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