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L'onore d'Italia. La meglio gioventù a el-Alamein
Cronaca

L'onore d'Italia. La meglio gioventù a el-Alamein

Martedì 25 ottobre, ore 18.00, nella Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani, in via Via Francesco Sforza 7, Alfio Caruso presenta il suo ultimo libro L’ONORE D’ITALIA (Longanesi). Introduce Erminia dell’Oro. L’incontro è organizzato dall’Unione Lettori Milano.
Per i ragazzi dell’Ariete, della Trento, della Folgore, della Trieste, della Littorio, della Bologna, della Brescia, della Pavia, del 4° e del 50° stormo d’assalto, El Alamein rappresentò l’appuntamento con un destino ingrato, onorato al meglio. Pur ignorati dalle ricostruzioni ufficiali, gli italiani scrissero pagine memorabili: non solo non scapparono, ma spesso coprirono gli errori di un Rommel strategicamente travolto da Montgomery. È lo stesso Alfio Caruso che mette in evidenza quelli che ritiene siano i tre punti di forza del libro, le novità che lo distinguono dalla letteratura esistente. Per prima cosa, l’aver collegato il tracollo dei rifornimenti via mare, causato dal tradimento degli ammiragli, alle difficoltà incontrate da Rommel nelle offensive: se fossero arrivati la benzina, i carri armati, i cannoni, i rincalzi, Rommel nella primavera del ’42 sarebbe arrivato al Canale di Suez.
In secondo luogo, il pervicace rifiuto di Mussolini di capire che non doveva sprecare divisioni e armamenti in Grecia e Unione Sovietica, ma destinarli al fronte africano, come per altro suggeritogli da Hitler.

Infine l’importanza, fin qui sconosciuta, di una clamorosa operazione di spionaggio condotta dal maggiore dei carabinieri Manfredi Talamo, che alla vigilia di Pearl Habour s’introdusse nell’ambasciata statunitense di via Veneto: il codice che sottrasse permise a Rommel di conoscere fino a giugno ’42 le mosse dell’8° armata e di anticiparle. Quando gl’inglesi lo scoprirono e posero rimedio, Rommel cominciò a perdere.
A El Alamein cominciò la presa di coscienza dei ragazzi della generazione sfortunata, che avrebbe poi indotto gran parte dei pochi sopravvissuti della Folgore ad arruolarsi, dopo l’8 settembre, con gli anglo-americani.
Alfio Caruso, nato a Catania nel 1950, è autore di sei romanzi, thriller politici e di mafia: Tutto a posto (1991), I penitenti (1993), Il gioco grande (1994), Affari riservati (1995), L’uomo senza storia (Longanesi, 2006), Willy Melodia (2008) e di due saggi di sport con Giovanni Arpino. Con Longanesi ha inoltre pubblicato: Da cosa nasce cosa (2000), Italiani dovete morire (2000), Perché non possiamo non dirci mafiosi (2002), Tutti i vivi all’assalto (2003), Arrivano i nostri (2004), In cerca di una patria (2005), Noi moriamo a Stalingrado (2006), Il lungo intrigo (2007). Presso Salani è apparso Breve storia d’Italia (2001). Il suo sito internet è: www.alfiocaruso.com.

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