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Lorenzin sulle fake news: "Collaboriamo con Google per ripulire la rete"

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Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin annuncia una collaborazione con Google per combattere le fake news che contaminano disinformazione in rete.

Il ministro Lorenzin contro la disinformazione

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si scaglia contro le fake news e la disinformazione in rete. Lo dichiara lei stessa in un’intervista al quotidiano La Stampa. Annuncia una collaborazione col celebre motore di ricerca per combattere le bufale su internet.

Salute e fake news

Il termine, proveniente dall’inglese, “fake news” indica una notizia contenente informazioni inventate, distorte o ingannevoli. Sono diffuse facilmente in rete, con l’intento di attrarre lettori ed ottenere il suo consenso.

Spesso riuscendoci, creando profonde convinzioni nell’opinione pubblica sulla base, di fatto, di nulla.

È proprio il caso di quello che sta succedendo, nell’ambito della salute, con i vaccini, e più di recente, con la malaria.

C’è stata una campagna contro i vaccini che ha portato diversi genitori a non vaccinare i propri figli, creando non pochi problemi e polemiche. Il recente caso di Sofia, la bambina colpita da malaria, ha visto la diffusione della tesi ignorante che quella malattia sia stata portata sul suolo italiano dagli immigrati.

Niente di più falso. Ma una grossa fetta dell’opinione pubblica non lo sa, e abbocca come un pesce ingenuo. Da qui ad entrare nel politico il passo è davvero breve.

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Collaborazione con Google

Il ministro Beatrice Lorenzin ha dichiarato a La Stampa: “stiamo lavorando in collaborazione con Google per indicizzare le notizie certificate scientificamente”. Ha aggiunto che si sta anche cercando con Google e polizia postale la via per rimuovere le false notizie che circolano in Rete, che sono pericolose per la salute pubblica.

Ricorso del Veneto

Parlando del ricorso del Veneto al Consiglio di Stato e del giudizio della Corte costituzionale sulla legge, Lorenzin sottolinea che “non ho alcun timore.

Ricordo che in Italia fino al 1999 vigeva l’obbligatorietà vaccinale per l’accesso a scuola. E la Costituzione da allora non è cambiata. In questo modo abbiamo sconfitto la polio, il tetano, la difterite e il vaiolo”.

Il governatore Luca Zaia, però, sostiene e difende il ‘modello Veneto’, fondato non sull’obbligo vaccinale ma sulle informazioni alle famiglie. Zaia ha dichiarato: “È vero, in Veneto hanno l’anagrafe dei vaccini e questo consente la tracciabilità. Ma restano sotto il 95 per cento dei vaccinati, che costituisce la soglia di sicurezza per la cosiddetta immunità di gregge”. Quindi, il dialogo con i cittadini è giustissimo, necessario, ed è previsto anche dalla legge. Ma purtroppo non basta. Luca Zaia prosegue affermando che partiranno spot nazionali per spiegare il decreto e l’importanza della vaccinazione. Scuole, Asl, saranno tutti coinvolti. “Anche i nostri alleati più preziosi in questa battaglia di civiltà a favore della scienza: i medici di famiglia e i pediatri, di cui le famiglie si fidano”.

La tensione resta però alta e molte voci di dissenso sono giunte anche da Lega , Movimento 5 Stelle e Federconsumatori. Intanto, in molte regioni continua la ‘corsa’ delle famiglie per mettersi in regola in vista dell’avvio dell’anno scolastico. I centri vaccinali in vari casi presi d’assalto.