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Lorenzoni (M5S): “I cartelli contro gli ebrei ci sono anche oggi contro i no vax”

Il deputato pentastellato Gabriele Lorenzoni e le ragioni del suo post su Facebook: “I cartelli contro gli ebrei ci sono anche oggi contro i no vax”

L'immagine social pubblicata da Lorenzoni

Per Gabriele Lorenzoni il suo ragionamento non fa una grinza: “I cartelli contro gli ebrei ci sono anche oggi contro i no vax”. Perciò il deputato del Movimento Cinque Stelle prova a spiegare i motivi del suo post con l’immagine del bambino de “La vita è bella” messo sulla sua pagina Facebook, immagine in cui la scritta su un cartello antisemita esposto all’esterno di un negozio viene modificata in modo che si legga “vietato l’ingresso ai non vaccinati e ai cani” invece che “vietato l’ingresso agli ebrei e ai cani”. 

La Giornata della Memoria secondo Lorenzoni e i cartelli contro gli ebrei 

E il fatto che questo post sia stato messo durante la Giornata della Memoria secondo Lorenzoni dovrebbe avere un significato esegetico. Ad ogni modo Lorenzoni l’ha spiegata, la sua scelta: “Ricordare serve a non ripetere. Non può limitarsi ad un puro esercizio di stile fine a sé stesso. Purtroppo quel cartello lo vediamo anche ai giorni nostri, ma non solo per entrare nei ristoranti o nei negozi”. 

Perché Lorenzoni paragona i  cartelli contro gli ebrei alle prescrizioni contro i no vax

E poi: “Viene vietato l’ingresso a chi (non vaccinato per i motivi più personali o vaccinato da più di 6 mesi senza terza dose), deve prendere un treno, un traghetto, un aereo o un autobus per potersi curare da una malattia, per potersi recare al lavoro o poter studiare all’Università”. 

Le grida di dolore che sente Lorenzoni e i cartelli contro gli ebrei-no vax per testimoniarle in “mood Shoah”

Lorenzoni lo ha detto, perché ha messo quel post, roba da voce della coscienza: “Sento il grido di dolore delle persone che mi scrivono chiedendomi ‘Quando finirà tutto questo?’ e non posso essere indifferente. Non ci riesco, anche se sono vaccinato e ho il mio bel Super Green Pass”. Già, lui sente, ci fa piacere.

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