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Luca Bizzarri racconta l’Andrea Doria nel podcast in sei puntate

Roma, 28 giu. (askanews) – Il racconto del drammatico naufragio dell’Andrea Doria diventa un viaggio nell’Italia del dopoguerra, tra speranze e timori, nel podcast in sei puntate “La ballata dell’Andrea Doria”, disponibile gratuitamente dal 27 giugno su tutte le piattaforme podcast e su choramedia.com. La serie è scritta da Davide Savelli, realizzata grazie agli straordinari documenti sonori dell’Archivio Luce, e a narrare le vicende della nave ammiraglia della marina mercantile italiana c’è Luca Bizzarri.

Il racconto fa rivivere alcune delle cento traversate della Doria, per scoprire i fasti e la composita umanità che la frequentava. Fino alla centunesima traversata, l’ultima, che terminò il 25 luglio 1956. A raccontarla ci sono l’allora Terzo ufficiale sulla plancia di comando, Eugenio Giannini, e un passeggero di seconda classe, il musicista Mike Stoller. Entrambi hanno superato i 90 anni, ma nessuno di loro ha dimenticato un solo istante di quella tragedia.

Luca Bizzarri racconta: “Le nostre mamme, i nostri papà, i nostri nonni, ci parlavano di questa meraviglia che rappresentava Genova nel mondo e di tanto in tanto si vedeva in porto e caricava turisti, ma caricava anche molti genovesi.

“Credo che di quell’epoca lì siano rimaste, che adesso sta facendo in maniera meravigliosa Tullio Solenghi, solo le commedie di Gilberto Govi, che raccontava quell’Italia lì, della metà degli anni Cinquanta: Pignasecca e Pignaverde, che è il primo spettacolo che ho fatto io nella mia vita, racconta, appunto, di un pretendente marito della figlia di Govi, che arriva sull’Andrea Doria da Buenos Aires”, aggiunge.

Savelli spiega: “Il naufragio dell’Andrea Doria è stato un momento di lutto collettivo nazionale e ovviamente genovese. Con l’Andrea Doria andava a picco quella voglia di riscatto dell’inizio degli anni Cinquanta. Questo è un anno di anniversari, se pensi alla Costa Concordia, se pensi al Titanic, non è un anniversario tondo dell’Andrea Doria, però visto che sono stati raccontati questi due ci sembrava giusto e opportuno riportare alla memoria collettiva questo evento, che proprio per le sue proporzioni internazionali, per l’epoca è ancora più importante”.

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