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L’ultimo viaggio di Faith
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L’ultimo viaggio di Faith

Faith Aiworo, dopo lo stupro l'espulsione in Nigeria dove l'attende l'impiccagione

Oggi raccontiamo la storia di Faith Aiworo, una ragazza nigeriana di 23 anni fuggita dal suo paese per evitare la condanna a morte e arrivata a Bologna per ricominciare. Era stata condannata per l’omicidio di un uomo mentre tentava di difendersi da una violenza sessuale.

Non è facile, ma Faith ci riesce ed in Emilia Romagna, soprattutto nel settore turistico, è facile trovare un lavoro, a volte mal pagato o a nero che non le permette di ottenere il permesso di soggiorno. Ce ne sono tante come Faith, le chiamano le schiave della romagna che, quando riescono ad evitare il giro della prostituzione, lavorano sodo e con pochi diritti.

A Faith la vita ha concesso una seconda possibilità fino ad una sera di due settimane fa quando subisce una violenza da un connazionale nel suo appartamento. Cerca di fermarlo e i tentativi non sono vani perchè i carabinieri intervengono e, vista la mancanza di documenti, trasferiscono la ragazza nel Cie di via Mattei, in attesa dell’espulsione.

I Cie – meglio conosciuti come Cpt – sono veri e propri luoghi di detenzione.

Si rischia di rimanervi fino a 6 mesi in condizioni di costante tensione. In questo caso, non si è atteso molto per riportare in patria Faith.

L’avvocato Alessandro Vitale ha cercato di impedire questa partenza allertando l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu, ma ad oggi non si sa nulla di che fine abbia fatto la giovane. Si spera che sia riuscita a scappare a Roma perchè nel suo paese l’attende l’impiccagione. Sarebbe meglio bloccare subito questa espulsione e conferirle lo status di rifugiata, prima che sia troppo tardi.

Luigia Bencivenga

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