L'Ungheria tra dittatura e crack economico - Notizie.it
L’Ungheria tra dittatura e crack economico
Economia

L’Ungheria tra dittatura e crack economico

Viktor Orban
Viktor Orban

L’Ungheria è ad un passo dal default e se il buon giorno si vede dal mattino, i guai per il governo di destra di Viktor Orban non finiscono sul piano economico, ma si allargano a molti altri fronti. Basti pensare che la Commissione europea ha fatto sapere oggi che è certa da parte sua l’apertura di ben tre procedure d’infrazione contro il governo magiaro, riguardanti la nuova legge sulla Banca centrale, che secondo la Commissione lede l’autonomia della Magyar Nemzeti Bank in modo grave e incompatibile con i Trattati europei, la legge tesa a limitare l’autonomia della Corte costituzionale, e quella sulla protezione dei dati personali. Le due cose non sono scollegate. L’Ungheria, infatti, ha chiesto un prestito al Fmi e alla UE per circa 15-20 miliardi di dollari, che potrebbero servire per evitare il crack, ma le mosse improvvide di Orban hanno reso quasi del tutto impraticabile questa strada, in quanto non esistono i presupposti per la autonomia della banca centrale, richiesta dagli organismi internazionali per la concessione di prestiti.

Per quanto concerne la Commissione, essa con ogni probabilità invierà domani una lettera di messa in mora al governo Orbàn, con la quale chiederà chiarimenti esaurienti urgenti, entro poche settimane o comunque meno di un mese. Qualora Budapest non risponderà, o lo farà in modo non soddisfacente, Bruxelles ingiungerà la modifica delle leggi e norme contestate. Nel caso non fosse ascoltata, si rivolgerà alla Corte di giustizia europea. Di fronte agli avvenimenti, il governo di stampo autoritario, che ha fatto chiedere in maniera retorica ad organi di stampa e osservatori se in Ungheria ci sia ancora la democrazia, ha risposto in maniera al minimo contraddittoria. La destra al governo, sta montando un clima pericolosissimo nel paese, tanto che l’estrema destra neonazista (Jobbik, terza forza nel Parlamento dopo la Fidesz, cioè il partito di Orbàn, e i socialisti all’opposizione) arriva a bruciare ogni giorno in piazza bandiere della Ue, organizzando adunate per chiedere l’uscita del paese dall’Unione.

Inoltre, per sabato è prevista una marcia sulla capitale che ricorda il triste modello di quella effettuata da Mussolini su Roma nel 1922. Se si pensa che nella pubblica amministrazione si stanno licenziando migliaia di persone, con vere e proprie epurazioni, il quadro è sempre più fosco. Purtroppo, il problema non è solo dell’Ungheria, poiché un suo default si propagherebbe a Italia, Germania e Austria, i cui istituti bancari sono presenti in forze nel paese danubiano.

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