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L’uomo italiano tra insicurezze e paure

Che uomo è il maschi italico? Forte e sicuro di sè o vigliacco e insicuro? In che modo è cambiato la figura maschile nel corso degli anni? A tratteggiare tipi di uomo in circolazione nel nostro Paese ci ha pensato Giusi Miccoli, sociologa, col libro “Homo italicus”. La Miccoli individua 12 tipi di maschi italiani, ai quali si aggiungono numerosi sottogruppi: ed ecco che l’analisi si muove tra il Vintage e l’Uomo Geisha, tra il Single fidanzato il Maratoneta, tra il Bisposato il Collezionista.

La scrittrice li definisce una “sporca dozzina”, incapaci di creare rapporti duraturi e stabili. Così, se da un lato le donne hanno acquistato più sicurezza e consapevolezza, cercando di realizzare le loro ambizioni e i loro desideri, dall’altro lato gli uomini son sempre più insicuri e spaventati, quasi femminili.

E così la donna si trova davanti a dei prototipo maschili dai quali sarebbe bene fuggire: come il Vintage che vorrebbe una donna casalinga e ottima cuoca; il Collezionista, uno scapolo incallito che frequenta centinaia di donne, ma vive bene da solo, o il Bisposato che non sceglierà mai o, peggio ancora, per il Single fidanzato che fa due passi avanti e quattro indietro.

E quindi quale sarebbe la soluzione migliore per garantire che la coppia non scoppi? Diventare remissive o restare se stesse? Secondo il professor Umberto Galimberti, citato nel libro, il segreto sarebbe “il riconoscimento delle differenze“.

Ma in realtà sono proprio le differenze che portano poi alla fine di una storia.

E quindi come comportarsi? Forse la soluzione migliore sarebbe fuggire da uomini così volubili, e godersi la propria indipendenza senza mettere a rischio la propria stabilità emotiva.

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