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'Ma prima o poi si sarebbe dovuto fare comunque'

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Milano, 15 giu. (Adnkronos Salute) – "Pochi i dubbi" sull'efficacia della vaccinazione anti-Covid eterologa, quella indicata ora in Italia per gli under 60 che hanno già ricevuto una prima dose di vaccino AstraZeneca e che dovranno fare il richiamo con un prodotto a mRna, quindi Pfizer/BioNTech o Moderna.

"Dove invece qualche dubbio è legittimo è sugli eventuali effetti avversi di questa combinazione, perché le persone che al momento sono state vaccinate sono troppo poche per far emergere eventuali reazioni avverse rare". Lo sottolinea l'immunologa dell'università di Padova Antonella Viola, pur precisando che "al momento però non si è osservato nulla di preoccupante nei Paesi che stanno già utilizzando questo approccio, tra cui Francia, Germania, Spagna e Uk".

"Vaccinazione eterologa: che cosa sappiamo?".

E' la domanda a cui la scienziata prova a rispondere con un post su Facebook. "Cominciamo col dire quello che non sappiamo: non abbiamo – spiega Viola – uno studio controllato e randomizzato che analizzi l'efficacia e la sicurezza di questo tipo di mix vaccinale (adenovirus + mRna). Gli studi di fase 3 che hanno portato alla registrazione dei vaccini sono stati condotti usando dosi omologhe. Tuttavia, da un punto di vista teorico e dai risultati che via via si stanno accumulando nei Paesi che hanno iniziato da tempo questo tipo di vaccinazione – evidenzia l'immunologa – possiamo dire che sull'efficacia non ci sono problemi".

"Anzi", conferma Viola: "Il richiamo con un vaccino a mRna in chi ha avuto una prima dose di AstraZeneca dovrebbe potenziare molto la risposta immunitaria e l'efficacia della protezione. Questo per almeno due ragioni: i vaccini adenovirali stimolano bene la risposta protettiva cellulare, mentre quelli a mRna inducono un'ottima produzione di anticorpi; inoltre, il richiamo con mRna permette di evitare la risposta anti-vettore che si ha con la seconda dose di AZ".

"Su questo, dunque", cioè sull'efficacia del mix vaccinale, "pochi i dubbi" secondo l'esperta. Mentre "qualche dubbio è legittimo" sugli eventuali effetti avversi dell'approccio eterologo.

"Del resto", secondo Viola va ricordato che "il mix di vaccini, non nuovo nella storia della vaccinologia, si sarebbe dovuto comunque fare prima o poi. Se davvero nel tempo fossimo costretti ad aggiornare il sistema immunitario per renderlo pronto a difenderci dalle varianti" del coronavirus pandemico, "o per potenziarlo in caso di perdita di efficacia – fa notare l'immunologa – la scelta per la terza dose cadrebbe inevitabilmente su un vaccino a mRna, per tutti".

"Quindi – conclude la scienziata – non vedo nulla di strano nella decisione di offrire un vaccino a mRna a chi, per età, non può usufruire della seconda dose di AZ. E' una decisione che condivido in pieno. Vorrei però ricordare che chi ha più di 60 anni può ricevere la seconda dose di AZ senza problemi. Con il virus che continua a cambiare, è importante vaccinarsi tutti senza esitazioni per non ammalarci e per non ripiombare nell'emergenza sanitaria".

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