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Macron: una legge per gli harkis, soldati franco-algerini traditi

Roma, 20 set. (askanews) – Una legge per gli “harkis”, gli algerini che combatterono a fianco della Francia contro i compatrioti nella guerra di liberazione dell’Algeria, abbandonati alla fine del conflitto. L’ha annunciata il presidente francese Emmanuel Macron, durante una cerimonia all’Eliseo in cui ha ricevuto i rappresentanti della comunità e ha chiesto loro perdono a nome del paese.

“Dopo la guerra di Algeria, la Francia ha mancato ai suoi doveri verso gli harkis, le loro donne e i loro figli.

Ai combattenti abbandonati, alle loro famiglie che hanno subito i campi, la prigione, la negazione, domando perdono; non dimenticheremo”.

Si tratta di una pagina nera per la Francia che a fine conflitto nel 1962 si ritirò dall’Algeria abbandonando gli harkis, duecentomila soldati regolarmente inquadrati nell’esercito, a sanguinose rappresaglie, loro e le loro famiglie.

Le proteste degli ufficiali dell’esercito francese portarono all’evacuazione di circa 40mila persone; altrettante arrivarono per canali clandestini.

Tutti però furono rinchiusi in campi come criminali, senza cittadinanza francese, in una precarietà di vita che i loro discendenti ancora scontano.

Dalila Kerchouche, figlia di un harki e regista, racconta: “Il dramma degli harkis è irreparabile. Niente mi restituirà mio fratello Mohamed, suicida a 35 anni dopo aver passato la vita dietro il filo spinato del campo di Bias. Da dieci anni si scoprono cimiteri di bambini sepolti ai margini di certi campi. Neonati morti di fame di freddo e di malattie pediatriche per cui c’era una cura”.

Già in passato altri presidenti avevano ammesso le colpe della Francia. Macron vuole andare oltre; la legge che sarà presentata entro la fine dell’anno potrebbe stanziare trecento milioni di euro. Una decisione anche con gli occhi puntati alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo; gli harkis e i loro discendenti oggi rappresentano una comunità di quattrocentomila persone, tradizionalmente vicini alla politica di estrema destra.

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