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Macron: “verità” sui test nucleari in Polinesia, ma niente scuse

Roma, 28 lug. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron, in visita per la prima volta nell’Arcipelago Pacifico, ha affermato che Parigi è “debitrice” nei confronti della Polinesia francese per i test nucleari condotti nel territorio del Sud Pacifico tra il 1966 e il 1996, ma non si è scusato.

“Voglio dirvi qui che la nazione ha un debito nei riguardi della Polinesia francese”, ha esordito nel suo intervento da Papeete, capoluogo del territorio d’oltremare nel Pacifico.

“Questo debito è il fatto di avere ospitato questi test, in particolare questi test nucleari tra il ’66 e il ’74 e che non possiamo assolutamente dire che fossero puliti, no”.

“Troppo a lungo lo Stato ha preferito mantenere il silenzio su questo passato, questi trent’anni di successive esplosioni. Voglio rompere il silenzio oggi, per far ascoltare tutta la verità, perché sia condivisa, perché tutto il mondo possa sapere esattamente ciò che è stato fatto e cosa era noto allora e cosa è noto oggi.

Tutto, tutto. Mi assumo la responsabilità e voglio con voi verità e trasparenza”.

“Non abbiamo pagato le vittime, abbiamo pagato per un sacco di cose, perfino un sacco di persone, ma non abbiamo pagato le persone che erano vittime”.

Appena 63 vittime polinesiane hanno ricevuto risarcimenti per l’esposizione alle radiazioni dai test terminati nel 1996, secondo le rivelazioni del sito investigativo Disclose, secondo il quale più di 100.000 persone sarebbero state complessivamente contaminate, riportando malattie come leucemia, linfomi e altri tumori.

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