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Madagascar: dilaga l’epidemia di peste, oltre 100 morti
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Madagascar: dilaga l’epidemia di peste, oltre 100 morti

Peste
Madagascar: dilaga l'epidemia di peste, oltre 100 morti

Preoccupa la situazione per l’epidemia endemica di peste in Madagascar, oltre 100 i morti. Gli esperti avvertono: “Non siamo ancora al picco massimo dell’infezione!”.

Il fatto

100 morti. Questo il bilancio odierno per la peste in Madagascar. L’epidemia, scoppiata ad agosto, ha portato al decesso di 102 persone e ne ha contagiati 1300. Si tratta della tipologia polmonare, più contagiosa e pericolosa di quella bubbonica. Spaventa il fatto che, per la prima volta, l’infezione abbia colpito due grandi città: Antananarivo e Toamasina.

Cos’è la peste e come si trasmette?

Si tratta di un’infezione batterica causata dal batterio Yersinia Pestis, che può trasmettersi all’uomo tramite la pulce dei ratti.

La peste bubbonica

La peste bubbonica si contrae a causa delle punture delle pulci dei ratti oppure attraverso il morso di un roditore infetto. Attacca il sistema linfatico. Dopo un’incubazione di circa 12 giorni, si manifesta con febbre alta, cefalea, e bubboni in corrispondenza dei linfonodi infetti dal morso.

La forma setticemica

Rappresenta l’aggravarsi della peste bubbonica. L’infezione che si propaga in tutto l’organismo, dando origine a complicazioni spesso mortali, necrosi o emorragie interne che causano il decesso del paziente.

La peste polmonare

La peste polmonare è la forma più grave della malattia (quella che ha preso piede in Madagascar).

Il focolaio ha luogo nei polmoni. Si manifesta con tosse e difficoltà respiratorie, spesso accompagnate da un colorito cianotico. Purtroppo la tosse polmonare non ha bisogno di un veicolo esterno. Si trasmette semplicemente tossendo o starnutendo.

La malattia ha tormentato ed ucciso nella storia medievale ed a lei sono stati dedicati passi in titoli importanti come “Il Decameron” o “I Promessi Sposi“.

peste

Quali sono i pericoli per chi si reca in Madagascar?

La peste, in realtà, non è mai stata sconfitta del tutto. Continua ad esistere nei paesi in cui le condizioni igieniche sono pessime o scarse e, proprio in Madagascar, sono stati molti i focolai endemici dal 2014.

L’OMS raccomanda di evitare le zone rurali del Madagascar. Se non è proprio possibile, evitare il contatto con roditori, animali morti, tessuti o materiali potenzialmente infetti. I comuni repellenti possono allontanare le pulci infette. In ogni caso, al rientro in Italia, l’importante è monitorare tempestivamente eventuali sintomi, rivolgendosi immediatamente al proprio medico curante, oppure al più vicino ospedale.

Le morti in Madagascar avvengono in quanto, spesso, nelle zone più povere, non si hanno a disposizione immediatamente gli antibiotici che possono bloccare la malattia ed impedire che muti nella forma polmonare, più virulenta e contagiosa.

Nessun pericolo nell’UE

Pare che al momento non siano stati rilevati casi di importazione in UE della malattia, nonostante la situazione sia monitorata costantemente e sembra destinata a peggiorare, visto che la zona è meta di viaggi turistici.

Ovviamente, se possibile, si invita a rinviare il viaggio o a sospenderlo, soprattutto se tra le tappe vi sono le zone più colpite.

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