Mai dire candid: quando ti aspetti uno schifo e ti sbagli di brutto
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Mai dire candid: quando ti aspetti uno schifo e ti sbagli di brutto

Devono aver usato delle tecniche di rianimazione. Michele Foresta, in arte Mago Forest, ha raggiunto in questi anni l’apice dell’impopolarità. I suoi monologhi da 20 minuti su qualsiasi cosa banalmente concepibile, davvero non potevano far ridere più nessuno. Ilary Blasi, l’icona vivente di chi lavora nei programmi più prestigiosi delle reti italiche, con tutto il mondo terrestre che si chiedeva ancora il perché, ritorna a fare capolino in tv dopo aver fatto nascere praticamente una borsa. Unisci due scoraggianti protagonisti con la promessa di fare candid, cosa talmente vecchia che pure i potenti americani ormai la fanno solo perchè si è rotto il freno, e ti ritrovi inaspettatamente davanti agli occhi qualcosa di finalmente piacevole, divertente e più di tutto, assolutamente originale.
Non serve altro: uno studio abbozzato dal sapore regionale, luci di vario colore senza un tema preciso, uno schermo laterale con l’ora e una gradinata centrale.

I due conduttori? Meno per meno che una volta tanto fa più. E la trasmissione è il divertimento e il contenuto che si sposano in chiesa. L’idea di motivare l’intento scherzoso della trasmissione è quella di tornare alle origini e ai fasti della candid italiana alla Nanni Loy, che pretendeva di studiare il comportamento umano dell’uomo medio italico (riuscendoci), senza fare solo tristi sgambetti allo scemo di turno per il piacere morboso dell’umiliazione.
Così tra l’imbarazzante lettura da parte della vittima di una lettera di tradimento scritta dall’amante al povero pensionato che non ci vede bene, lo scherzo con il retrogusto di inchiesta sull’abbandono dei cani e sull’assurdità del fatto che qualcuno ammetta di pagare il pizzo, la selezione all’ingresso del negozio Gucci dei clienti più facoltosi e non dei pezzenti, per non parlare della sequela di venti scherzi in un giorno solo fatti ad un dipendente Mediaset, fino ai più semplici scherzi di matrice sessuale nei quali resistere nella volontà di spogliare un cartonato di Ilary Blasi e vedere che faccia fa una farmacista di fronte ad una suora che chiede un vibratore, (avete il fiatone, scusate) c’è proprio da ridere e riflettere, come nello spirito di “Mai Dire…“, come nell’anima de Le Iene.

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