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“Mai più fascismi”, Landini: questa piazza rappresenta il Paese

Roma, 16 ott. (askanews) – Un coro e una piazza unita, al grido di “Mai più fascismi”. Migliaia di persone da tutta Italia si sono ritrovate a piazza san Giovanni, a Roma, alla mobilitazione dei sindacati confederali indetta dopo l’assalto alla sede della Cgil una settimana fa.

Massiccia ma discreta la presenza delle forze di polizia a presidiare i punti principali della Capitale coinvolti dalla manifestazione. Tanti gli slogan e le bandiere contro ogni forma di fascismo ed estremismo, a sostegno di “lavoro, partecipazione e democrazia”.

Diversi i politici presenti, dal segretario del Pd Enrico Letta, ai ministri Orlando, Di Maio e Speranza, l’ex premier Giuseppe Conte accanto al candidato del centrosinistra a sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Sul palco si sono alternati i leader sindacali. Il leader della Cgil Maurizio Landini:

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clip 4 minuti

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“Lo vogliamo dire con forza questa non è solo una risposta allo squadrismo fascista ma è qualcosa di più: questa piazza rappresenta tutta l Italia che vuole cambiare questo Paese, chiudere la storia con la violenza politica”.

Essere antifascisti, ha detto Landini, vuol dire garantire la democrazia di tutti.

Clip antifascismo da inizio a 00.32

“Questa piazza così tranquilla, forte, convinta, è la sconfitta di chi pensava che con un atto di violenza si potesse tornare cento anni indietro nella nostra storia, se lo scordino, non solo non ci facciamo intimidire, ma siamo qui per esplicare quella Costituzione nata dalla lotta di Resistenza e dalla sconfitta di fascismo e nazismo”.

Luigi Sbarra, segretario della Cisl, ha ricordato gli ultimi attacchi a Liliana Segre a ridosso dell’anniversario del rastrellamento del ghetto di Roma, chiedendo al Parlamento, insieme agli altri leader sindacali, di “procedere subito allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste”. E il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri ha aggiunto: “Siamo 100mila, in questa piazza c’è la nuova resistenza. Qui ricostruiamo l’unità del Paese”.

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