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Malato di HIV infettava i suoi amanti e li avvisava con messaggio sarcastico

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A Edimburgo un uomo malato di Hiv, infettava volontariamente gli amanti e poi li informava con un messaggio ironico.

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Malato di HIV infettava i suoi amanti e li avvisava con messaggio sarcastico

Hiv, una malattia che qualche tempo fa faceva terrore solo a pronunciare quelle tre lettere, ma che per fortuna, con il passare degli anni e l’evoluzione delle ricerche scientifiche, attualmente si riesce a tenere sotto controllo. Questo, però, non vuol dire che non sia più un rischio o un pericolo contrarla, soprattutto in maniera deliberata.

Dovrebbe saperlo molto bene il giovane uomo che, nel Regno Unito, si diverte a fare l’untore. Sembra assurdo che possano accadere cose del genere, e invece non ci si può più stupire di nulla. Lui, infatti, ha rapporti sessuali con i suoi amanti, e poi manda loro un sms ironico con il quale li avvisa di essere malato di Hiv.

Il ragazzo, 26 anni, si chiama Daryll Rowe. Il suo modus operandi era abbastanza ripetitivo: adescava le sue vittime tramite una app, Grindr, le incontrava, intratteneva con loro rapporti di natura sessuale e poi, a storia finita, mandava loro un messaggio sul telefono con il quale li informava di essere affetto da sindrome da immunodeficienza acquisita, ovvero AIDS.

Come c’era da immaginarsi, il gioco non ha avuto lunga durata poichè, giustamente, il ragazzo è stato denunciato. Lui, però dal suo canto rifiuta ogni accusa mossa verso di lui. Sostiene di non aver mai messo in pericolo la vita di nessuno, e che ha sempre avuto rapporti sessuali sicuri, proprio perché conscio della sua situazione.

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Hiv e processo

L’accusa non sposa le giustificazioni di Daryll Rowe, anche perchè ha una prova inoppugnabile, ovvero i testi di alcuni sms che l’uomo inviava alle sue ignare vittime: “Ho l’Hiv.

Lol”. Questo è uno di quelli ricevuti da chi aveva avuto la sfortuna di incontrarlo. A quanto appreso, nell’aprile 2015, il ragazzo ha scoperto di aer contratto la malattia e, nei mesi a venire, tra l’ottobre del 2015 e il dicembre del 2016, quattro uomini sarebbero rimasti infettati da lui.

La polizia, sempre a quanto si è appreso durante una delle fasi processuali, è entrata in possesso di una scatola di preservativi posseduta dal 26enne, bucati apparentemente di proposito.

E, come se non bastasse, ecco cosa avrebbe dichiarato una delle parti dell’accusa in tribunale: “Era stato avvisato del fatto che se avesse consapevolmente infettato qualcuno poteva essere perseguito. Secondo il dottore iniziò a rifiutare i farmaci che avrebbero ridotto i rischi di trasmissione.”.

Altra prova inoppugnabile, poi, è data dal fatto che una delle vittime del 26enne, tra quelli che lo hanno denunciato, sempre secondo l’accusa avrebbe fatto il test dell’HIV proprio la mattina in cui ha conosciuto Rowe.

Quel giorno era risultato negativo, mentre due mesi dopo, e non aveva avuto altre relazioni nel frattempo a parte quella con l’imputato, il test era invece positivo.

Con un altro partner, invece, Rowe era stato ancora più esplicito. A fine relazione, quando il ragazzo si stancava dei suoi amanti e voleva dare loro la terribile notizia, aveva scritto: “Ho rotto il preservativo. Sei così stupido e neanche te ne accorgi.”. Ovviamente anche questa dichiarazione è agli atti, e peggiora di molto la situazione già delicata dell’uomo.

A completare il tutto, poi, c’è stato il fatto che al momento dell’arresto, il ragazzo negò di essere affetto da Hiv, costretto poi ad ammetterlo quando la polizia ottenne la sua cartella medica. Il caso è in attesa di sentenza.

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