Malattia di Paget: come riconoscere subito la patologia
Malattia di Paget: come riconoscere subito la patologia
Salute

Malattia di Paget: come riconoscere subito la patologia

malattia di paget

Avere uno stile di vita sano ed equilibrato è fondamentale per non incorrere agli acciacchi che sopraggiungono con l’avanzare dell’età. Alcuni accorgimenti, come una corretta alimentazione e una costante attività fisica, consentono di mantenere una buona condizione fisica. Questo però non è sempre sufficiente. Nel corso della propria vita è alto il rischio di essere colpiti da varie patologie, le quali possono compromettere lo stato di salute. La normale funzionalità dell’organismo subisce una brusca interruzione, alterandone lo stato fisiologico, e in alcuni casi anche mentale. La medicina nell’ultimo secolo ha fatto passi da gigante. Gli studi, grazie anche ai finanziamenti e a alla professionalità di medici e ricercatori, hanno permesso di trovare una cura per malattie considerate ad inizio secolo la principale causa di morte. Anche per patologie gravi o meno invasive sono stati trovati nuovi espedienti per limitarle o in alcuni casi addirittura eliminarle. Tuttora sono presenti alcune malattie croniche, tra cui la malattia di paget, dalle quali non è possibile guarire definitivamente.

Per molte di esse non vi è una tesi ufficiale testimoniante l’origine, non ancora conosciuta. Vi sono soltanto delle cure che bloccano l’avanzamento del male.

Morbo di Paget

Si tratta di una malattia metabolica dell’osso. Influisce fortemente sull’azione di rimodellamento del suo tessuto, il processo ciclico nel quale le parti più consumate vengono sostituite da quelle più giovani. Un “ricambio generazionale” che solitamente si verifica ogni 8 anni. Consente all’osso di rinnovarsi costantemente tramite un processo di distruzione e ricrescita. Questo avviene per mezzo di due gruppi cellulari: osteoblasti, che si occupano della ricostruzione dell’osso, e osteoclasti, che abbattono la parte ormai consumata tramite un effetto di riassorbimento.

Malattia delle ossa

La patologia in questione, denominata anche osteite derformante, è artefice della manipolazione di questo processo di ringiovanimento osseo, nel quale viene alterato il bilanciamento tra eliminazione della parte consumata e quella nuova, indebolendolo eccessivamente. La distruzione del tessuto avviene più velocemente, implicandone una scorretta formazione.

Si verifica di conseguenza una crescita anomala delle ossa, che diventano più grandi e delicate, con annesso rischio elevato di fratture. Tra le conseguenze di questa sindrome vi è indebolimento e deformità delle ossa, che crescono più velocemente e in maniera irregolare. Diventano più grandi e morbide, deformate rispetto alla forma originaria. Lo scheletro risulta più logorato e soggetto inesorabilmente ad un innalzamento del rischio di fratture e malformazioni. Ad esserne colpite sono maggiormente le ossa singole, soprattutto vertebre, tibia, omero, cranio, femore, bacino.

La malattia di Paget colpisce maggiormente gli uomini, soprattutto superati i quarant’anni. Secondo alcuni studi condotti nel Regno Unito circa il 4% della popolazione ne è affetta, dato che si innalza al 10% per gli anziani. Negli Usa addirittura oltre il 20%. Altre nazioni ad esserne colpite massicciamente sono la Francia, l’Australia e la Nuova Zelanda.

Malattia di Paget sintomi

Non è possibile verificare la causa scatenante di questo disturbo.

Le teorie più accreditate sono essenzialmente due:

  • immunodeficienza ereditaria, con la trasmissione ereditaria di alcuni geni,
  • infezione virale dovuta al paramyxoviridae, virus che attacca prevalentemente gli osteoclasti, forzando un’eccessiva produzione di vitamina D

I sintomi del morbo di Paget sono blandi e poco deducibili. Non vi sono delle vere e proprie avvisaglie che avvertono il malato agli albori della patologia. Inizialmente può prospettarsi rigidità muscolare, dolore alle ossa, alla schiena, alla testa e agli arti inferiori. Successivamente sopraggiungono numerose problematiche, più o meno gravi, tra le quali:

  • artrosi
  • dilatazione del cranio
  • compressione del midollo spinale,
  • deformità ossee,
  • radicolopatia (un’infiammazione di una radice nervosa spinale),
  • intorpidimento e formicolio,
  • difficoltà nel camminare,
  • problemi a vista e udito,
  • malattie cardiovascolari, con il cuore costretto ad intensificare il suo lavoro di pompaggio del sangue a causa delle connessioni arterovenose che si costituiscono nell’osso.

Malattia di Paget terapia

Nella maggior parte dei casi la malattia viene diagnosticata in seguito alla comparsa di complicazioni, consentendo di avviare le cure necessarie per contrastarla.

Trattandosi di una malattia cronica non vi è ancora una cura per eliminare il morbo di Paget. Se individuato precocemente è possibile limitarne l’azione. Solitamente questa patologia avanza gradualmente, consentendo di gestirla in maniera ottimale. Si possono effettuare vari esami per verificare la presenza della malattia:

  • analisi del sangue, per verificare l’innalzamento del livello di fosfatasi alcalina, gruppo di enzimi presenti nel’organismo, soprattutto nelle ossa,
  • esame dell’urina, che attesta il valore dell’idrossiprolina, amminoacido componente del collagene provante la decomposizione ossea,
  • esame rx, necessaria per rilevare il segmento scheletrico affetto da questa sindrome,
  • scintografia ossea, per osservare l’anatomia dello scheletro.

I trattamenti medici prevedono una cura a base di bifosfonati, farmaci atti a contrastare l’avanzamento della malattia, ridurre i dolori e inibire il riassorbimento osseo. Nei casi più critici è necessario sottoporsi ad operazione chirurgica.

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