Malavita napoletana: figlio del boss gambizzato - Notizie.it
Malavita napoletana: figlio del boss gambizzato
Napoli

Malavita napoletana: figlio del boss gambizzato

Malvita

Siamo tempestati ogni giorno di notizie riguardanti la malavita, per non parlare del fatto che le informazioni che ci giungono non sono che una piccola parte di ciò che accade nella quotidianità di persone. Queste, vivendo in zone fortemente assoggettate a tali associazioni, si trovano spesso coinvolte in situazioni davvero spiacevoli.

Dopo un breve preambolo per richiamare alla memoria cose che a volte sfuggono, ci troviamo a parlare ancora una volta di malavita: nel napoletano, a Ponticelli, durante questa notte il figlio del boss è stato gambizzato. Il tutto è avvenuto nel rione Conocal, l’ora non è ancora nota alla stampa, ma il ragazzo, di appena diciannove anni ha raccontato alla polizia del posto di trovarsi nei pressi del circolo ricreativo in via Mario Palermo. A seguito dello sparo, è stato chiamato immediatamente il 118, che è venuto in soccorso al giovane, portandolo al pronto soccorso di Villa Betania. Qui, i medici hanno curato la ferita alla gamba e il figlio del boss è stato dimesso con dieci giorni di prognosi.

Le dinamiche dell’attacco

Lo stesso giovane, ovviamente in shock a causa della nottata appena trascorso, ha cercato di raccontare al suo meglio la vicenda agli inquirenti.

Ha detto di trovarsi nel circolo ricreativo in via Palermo, per trascorrere una normale serata, quando uno sconosciuto è arrivato e gli ha sparato. L’uomo che ha compiuto il gesto si era vestito per essere completamente irriconoscibile agli occhi dei presenti. I quali hanno assistito alla scena durata appena un attimo: con abiti neri e con il volto coperto ha fatto fuoco contro il diciannovenne.Il colpo sparato è stato unico, esploso in modo sicuro e calcolato, colpendo una gamba, trapassandola per intero e andando a ferire leggermente l’altra. La pistola utilizzata era una calibro 9×21.

Quali sono i coinvolgimenti del giovane con la malavita

Tale “pratica”, quella della “gambizzazione” è nota nelle dinamiche delle associazioni a delinquere,non solo ai membri, ma anche ai parenti o , in generale, a tutte le persone coinvolte. Viene usata come ammonimento o punizione per atti non graditi nell’ambito della mala e consiste nel ferire il diretto interessato alle gambe, così che impari la lezione.

Per questo motivo viene spontaneo pensare il giovane figlio del boss, forse influenzato dal padre o comunque succube dell’ambiente in cui vive, possa essere stato coinvolto nelle dinamiche criminali, intrecciate nel napoletano, ma così non è. Infatti il diciannovenne è incensurato e risulta essere una delle tante vittime della regolazione dei conti tra famiglie .

Possiamo quindi immaginare lo shock di un ragazzo come altri, che mentre trascorre il suo tempo libero, si vede la gamba ferita da uno sconosciuto di passaggio. Certo è che, se si nasce figlio di un boss della Camorra, l’attenzione è sempre vigile, ma mai si andrebbe a pensare di essere nel mirino di nemici del proprio padre.

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