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A causa dei focolai covid il numero degli italiani bloccati a Malta sale a 120

Sono oltre 120 gli italiani bloccati a Malta a causa dei nuovi focolai covid divampati tra giovanissimi studenti provenienti dall'estero.

covid italiani bloccati Malta

A Malta, paese con il più alto tasso tasso al mondo di residenti completamente vaccinati, c’è stato un importante balzo di contagi dopo che l’isola del Mediterraneo ha riaperto all’ingresso dei turisti. Nello specifico l’impennata di nuovi positivi è dovuta ad alcuni focolai scoppiati in alcune scuole di lingua, situazione questa che vede protagonisti anche alcuni nostri connazionale.

Sarebbero infatti più di 120 gli italiani bloccati a Malta, 50 dei quali risultati positivi al test del covid. Gli altri sono invece in quarantena in albergo. Tra questi una ventita sarebbero originari della Puglia, mentre altro 8 giovani provengono da Imperia.

Covid, 120 italiani bloccati a Malta

“Per il momento – dicono dalla Farnesina con una nota – la normativa maltese rimane confermata e non consente il ritorno nel nostro Paese, né per le persone positive né per i contatti stretti negativi, per 14 giorni”.

Dalle autorità maltesi si apprende invece poi che dei 252 nuovi casi registrati nel Paese, ben il 90% riguarda giovani stranieri entrati a Malta con un test molecolare negativo per studiare nelle circa 40 scuole d’inglese.

Covid, gli italiani bloccati a Malta

Stando ai numeri ufficiali comunicati dall’Ambasciata italiana a Malta, i connazionale bloccati sull’isola sarebbero più di 120. Si tratterebbe di una sessantina di minorenni e dei loro accompagnatori.

Per porter tornare a casa, nel rispetto di quelle che sono le norme maltesi, dovranno osservare un periodo di quarantena obbligatoria di 14 giorni a loro spese e potranno ripartire solo con l’esito negativo di due tamponi molecolari. I ragazzi sono stati radunati dall’ambasciata al Corinthia Marina, a Saint Julian, albergo riconvertito in covid hotel.

Malta, 120 italiani bloccati per il covid

Da più parti sono arrivati al ministro degli Esteri, Luidi Di Maio, appelli per far tornare quanto prima possibile i giovani in Italia. Lo hanno fatto i presidenti delle Regioni con più ragazzi coinvolti, la Puglia e la Liguria, con Emiliano e Toti che chiedono un intervento più netto dal parte del titolare della Farnesina. A non convincere sarebbere la quarantena di 14 giorni da fare a Malta, con annesse spese a carico delle famiglie. Mancherrebbero inoltre dei documenti che attestino l’inizio della quarantena dei ragazzi e sopratutto pare che non tutti siano stati sottoposti a tampone. Una situazione che andrà monitorata con grande attenzione, soprattutto considerando l’alto numero di minori coinvolti.

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