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Maltrattamenti all’asilo, indagata suora: schiaffi e minacce
Cronaca

Maltrattamenti all’asilo, indagata suora: schiaffi e minacce

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Insulti, strattoni e minacce ai bambini di un asilo di Grosseto. Indagata una suora per violenza su minori

Una realtà quotidiana fatta di insulti, strattoni e costanti minacce di ricorso alla violenza fisica. Gli inquirenti hanno chiuso le indagini a carico di una suora di 53 anni che insegnava in un asilo del capoluogo maremmano.Quello che ne è emerso è l’orrore della violenza perpetrata ai danni di bambini, tutti di età compresa tra i 4 e i 5 anni. La donna era stata denunciata da una coppia di genitori, insospettiti dai racconti del figlio, all’ultimo anno di scuola materna. Ad incastrarla poi i filmati della polizia locale che hanno documentato le costanti violenze fisiche e psicologiche a cui la religiosa costringeva i piccoli allievi.

Ripetuto ricorso alla violenza fisica

Nell’avviso di conclusioni indagini notificato alla suora – che non abita e non esercita più la professione di insegnante a Grosseto – si legge che la donna “durante l’orario delle lezioni scolastiche, faceva ripetuto ricorso alla violenza fisica e psicologica” con “comportamenti che avevano messo in costante stato di soggezione, disagio e paura” le piccole vittime.

Secondo quanto sostiene il sostituto procuratore Salvatore Ferraro numerosi sono gli episodi che vedono coinvolta l’ex maestra: “in più occasioni strattonava i bambini”, “più volte minacciava i bambini di colpirli con uno schiaffo, mostrando la mano aperta”, e “in più occasioni li colpiva con uno schiaffetto sulla bocca o un nocchino in testa” si legge a corredo delle accuse.

Le minacce della suora: “Ti spacco la bocca”

I maltrattamenti sono avvenuti tutti tra il 2017 e il 2018 proprio nell’istituto dove la suora lavorava. Sono episodi che risalgono a più di un anno fa ma che lasciano tracce permanenti su chi ha subito costanti vessazioni. Si parte da casi meno eclatanti – come quella volta in cui costrinse i bambini a riordinare i giochi dopo averli lei stessa lanciati a terra – fino ad arrivare ad episodi di vera e propria coercizione, alcune testimonianze parlano di un episodio in cui negò ad un bambino il permesso di utilizzare il bagno.

Torture psicologiche che in alcuni casi si sono protratte nel tempo sino a sfociare nella violenza fisica: tra i fatti contestati anche quello di un bambino colpito con un calcio e quello di un altro piccolo minacciato perché non faceva silenzio con frasi come “T’ammazzo” oppure “Che ci fai con la bocca? Ti spacco la bocca”.

Si conclude finalmente l’indagine lunga e laboriosa che ha visto impegnata anche la sezione Postale accanto Squadra mobile della Polizia. Oltre alle registrazioni che ritraggono le violenze, tra le prove vi sono anche una serie di registrazioni ambientali che hanno condotto a delle intercettazioni. Ora i genitori dei piccoli alunni potranno finalmente chiedere la giustizia che meritano.

© Riproduzione riservata

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