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Maltrattamenti nelle Rsa, anziani abbandonati seminudi coperti da materassini: la storia di Angelo

Alle numerose denunce per maltrattamenti nelle Rsa si aggiunge quella della nuora di nonno Angelo: "Legato al letto e lasciato nelle sue deiezioni".

Torino, 90enne legato a chiave al letto di un Rsa: la denuncia della nuora e medico personale

Torino, maltrattamenti in una Rsa. A denunciare le violenze è stata la nuora e medico di base di Angelo, un anziano ospite della struttura.

Maltrattamenti nelle Rsa: la storia di Angelo

Angelo, 90 anni il prossimo 15 maggio, è stato a tutti gli effetti “prigioniero” di una Rsa di Torino, la Sant’Anna Pianezza, che avrebbe dovuto prendersi cura di lui.

Il nonnino è stato trovato sdraiato sul letto, inchiodato da una fascia chiusa a chiave che gli impediva di alzarsi o addirittura anche solo di muoversi, costringendolo ad aspettare che qualcuno arrivasse a liberarlo in caso di esigenza.

Maltrattamenti nelle Rsa: la denuncia 

Quando, nel marzo scorso, la nuora di Angelo nonché suo medico di base, Caterina Rusz, è andata a fargli visita presso la struttura, lo ha trovato legato al letto e lasciato nelle sue deiezioni
Secondo quanto riportato da “La Stampa Torino“, “Nonno Angelo non è pericoloso, nè per se stesso, nè per gli altri, ha una patologia soltanto: è anziano.

Ha un po’ demenza senile, certo. Ed è fragile come un cristallo”.  Dal racconto della nuora è emerso che i maltrattamenti andavano avanti da tempo:  “Era tutta la settimana che trovavo mio suocero legato al letto quando andavo a vistarlo. Quel mattino lui mi disse: “Ti prego portami vai da qui. Portami vai e chiama i carabinieri”.
Così è scattata la denuncia della donna ai Carabinieri della Compagnia di Rivoli, che ha portato a galla numerose altre vicende di maltrattamenti sui più fragili e indifesi: “Malati abbandonati nelle stanze, seminudi e con pezzi di materassino addosso, altri che vengono alzati una volta sola a settimana.

Manca il personale e tenere gli ospiti con sistemi di costrizione è la prassi.”

Ripercorrendo quanto vissuto durante le visite al familiare, la Rusz ha raccontato: “Andai la prima volta a visitarlo in quanto suo medico curante il secondo giorno che era ricoverato. Era legato. Mi dissero che era stato ordinato dal medico della struttura. Era mattino inoltrato: Angelo non lo avevano neanche pulito. Era lì che aspettava il suo turno. E così il giorno dopo e quello dopo ancora. Perché era legato? – ha continuato.
Una volta mi risposero che non avendo potuto cambiarlo e lavarlo non potevano metterlo sulla sedia a rotelle: l’avrebbe sporcata. Ma come si fa a tenere una persona nelle sue deiezioni? Mio suocero, ogni giorno l’ho lavato io. Arrivavo lo facevo slegare e poi lo accudivo

Maltrattamenti nelle Rsa, altri casi in Piemonte

Fortunatamente oggi Nonno Angelo è stato trasferito in un’altra casa di cura, ma tantissimi altri anziani vivono ancora all’interno della stuttura. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare gli esiti della denuncia presentata a fine marzo scorso, ma a quanto pare quello della residenza per anziani del torinese non sarebbe un caso isolato: questa sarebbe infatti la prassi in molte Rsa piemontesi, dovuta ai numerosi tagli al personale e aggravata dal Covid. Una situazione – insomma – già denunciata dal Difensore civico del Piemonte, Augusto Fierro, in una relazione inviata ai vertici della Regione Piemonte qualche anno fa.


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